Democrazia a pezzi e i politici diventano divinità moderne

di asterisco

Nel teatro dell’assurdo, che è la politica moderna, gli intrighi e le astuzie dei nostri “nobili” rappresentanti si stagliano come un dramma shakespeariano, con trame oscure e tradimenti in ogni angolo. Le parole, armi affilate nelle mani dei politici, diventano frecce avvelenate lanciate contro la credulità del pubblico, mentre le promesse non mantenute fluttuano nell’aria come fumi di retorica vana.

I discorsi politici, quei monologhi pomposi e vacui che riempiono l’aria con l’odore acre della menzogna, sono la colonna sonora di questa commedia macabra, dove ogni parola è una spada affilata pronta a trapassare la verità. I politici, con la loro eloquenza studiata e il loro sorriso patinato, si ergono come divinità moderne, offrendo al popolo le briciole della democrazia mentre divorano al banchetto degli affari dietro le quinte.

Le promesse non mantenute, quei solenni giuramenti pronunciati con tono drammatico e gesti teatrali, diventano presto poco più che l’eco vuota delle parole insipide, perdute nel labirinto delle ambiguità e delle scuse. “Abbatteremo le barriere dell’ingiustizia”, “Combatteremo la povertà”, “Porteremo prosperità a tutti”: queste sono solo alcune delle promesse che si disperdono nel vento dell’indifferenza politica, dimenticate non appena pronunciate.

E le azioni contraddittorie dei politici, quei balletti acrobatici della logica e della coerenza, sono un vero e proprio spettacolo da circo per il pubblico attonito. Mentre un giorno si ergono come campioni della giustizia sociale, il giorno successivo si abbandonano alle brame del potere e dell’egoismo, dimostrando una flessibilità morale degna dei migliori prestigiatori.

Nonostante la commedia degli errori, che è la politica, c’è una luce di speranza nel buio della disillusione. Perché anche se i politici possono essere ridicoli e contraddittori il popolo ha ancora il potere di sorridere di fronte al loro teatro dell’assurdo e di chiedere verità e responsabilità. E forse, un giorno, il sipario si alzerà su una politica più autentica e meno teatrale, dove le parole saranno allineate con le azioni e la promessa della democrazia sarà finalmente mantenuta.

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