Dal caffè e il pallone allo scrolling infinito. Le dipendenze cambiano “faccia”

di Caterina Iannelli

C’era una volta, non tanto tempo fa, un giovane che aveva solo due opzioni per svagarsi: fumare una sigaretta di nascosto dietro l’angolo o mettere in gioco tutta la sua vita sociale per avere il permesso di bere una Coca-Cola con gli amici. Ma oggi, nel 2025, le dipendenze giovanili sono cambiate più velocemente di un TikTok virale, trasformando il panorama delle abitudini giovanili in un qualcosa che non avremmo mai immaginato neanche nel nostro incubo futuristico.

La Sigaretta? Mai sentita. Oggi tra la gioventù si destreggia tra iquos e svapate.

Nei bei vecchi tempi un adolescente con una sigaretta in bocca era l’emblema di ribellione. Una volta la sigaretta era l’accessorio indispensabile per sembrare cool quasi quanto avere un paio di Ray Ban. Ma oggi? La sigaretta è diventata roba da boomer, come un vinile che qualcuno cerca di rimettere in voga senza successo. Il problema non è più la dipendenza dalla nicotina, ma la lotta per trovare il giusto aroma da svapare.

Ma come siamo passati dalla dipendenza da caffè, alla dipendenza da connessione Wi-Fi? La necessità di un “refresh” costante dei feed di Instagram, Facebook e soprattutto TikTok ha preso il posto di qualsiasi droga da cui si potesse dipendere nel passato. La vera emergenza non è la nicotina, ma la dipendenza dalla validazione, un processo molto più subdolo.

E i giochi? Se un tempo si era ossessionati dal pallone oggi ciò che attanaglia i giovani sono lunghe partite a Fortnite, chiusi nelle loro stanze su sedie da gaming che hanno la forma delle loro anime. E quando si esce lo si fa per una sessione di shopping bio. Perché oggi viviamo un’eterna lotta di ipocrisia tra quinoa, avocado e Mc Donald’s.

Insomma, se c’è una cosa che è cambiata è che la dipendenza non ha più a che fare con sostanze fisiche, ma con la nostra capacità di resistere all’incessante flusso di stimoli virtuali. Oggi non c’è più il “perché ti droghi?” ma il “come fai a non essere sempre online?” La gioventù si dibatte tra schermi e notifiche mentre i vecchi ci guardano perplessi, magari con un pacchetto di sigarette in tasca ricordandoci come le cose erano più semplici quando l’unica cosa da fare era ascoltare un disco dei Pink Floyd senza interruzioni.

Il futuro? Probabilmente sarà una dipendenza da realtà aumentata in cui non distingueremo più il mondo virtuale da quello reale. Ma almeno avremo delle app che ci diranno quando è il momento di fare una pausa dal nostro stesso ego.