Crisi alla Regione Basilicata, sembra un tormento ma è una rivoluzione

Crisi alla Regione Basilicata, sembra un tormento, ma è un’autentica rivoluzione, culturale e politica. Sembra irrisolvibile, ma solo all’apparenza. I partiti guerreggiano per il bene della Basilicata. In ballo il suo sviluppo e la realizzazione dell’Eden d’Italia. I progetti, tutti belli, sono diversi e i rappresentanti del popolo lucano appassionatamente discutono su strategie, tattiche, investimenti. Unico comandamento il bene dei lucani e della Basilicata.

Non avanzano meschine richieste di poltrone, anzi, giocano al “prego si accomodi lei, tanto noi si lavora all’unisono”. Il confronto politico è leale e costruttivo. All’interno di ogni schieramento regna un clima di serena e fattiva collaborazione del quale i lucani tutti ne sono orgogliosi.

La politica, da noi, ha fatto un evidente salto di qualità, un piccolo esercito di agguerriti rappresentanti del popolo, spogliati di ogni ambizione personale e armati solo di buon senso, in un ambiente bonificato da polemiche e concorrenza sleale, lavorano in stretto contatto gli uni con gli altri, e l’Italia rimane attonita a guardare il fenomeno se non addirittura il miracolo lucano.

Talmente lontani, peraltro, dalle ambizioni personali, che molti addirittura confondono con la ricerca di una indennità aggiuntiva, hanno simbolicamente abbandonato le poltrone, alias assessorati, per un collettivo di ricostruzione nel quale collaborano tutti. Gli avversari politici, invece, riuniti nel collettivo di ricostruzione ombra, stimolano gli avversari con idee innovative, offrendo stimoli progettuali che aumentano il livello della serena contesa politica.

Il grido di incitamento è ormai noto in tutta l’Europa: “Una sola ambizione: una regione felice”.

Delegazioni giapponesi e neozelandesi sono già nel capoluogo in pianta stabile per studiare il fenomeno politico, mentre i paesi in via di sviluppo chiedono che si organizzino corsi di formazione diretti dai consiglieri regionali della Basilicata.

Gli Stati Uniti non credono che sia vero, ma pare che la CIA sia all’opera per carpire i segreti. Microspie sofisticatissime ormai riportano i discorsi che i consiglieri fanno alla bouvette di via Verrastro o al momento di parcheggiare nei sotterranei del palazzo consiliare.

Il numero dei consiglieri, poi, è aumentato, stante il ritorno degli assessori al loro posto e la mancata defenestrazione dei subentrati: la ragione è semplice, in più si lavora meglio, tanto nessun costo aggiuntivo si verificherà, avendo i consiglieri tutti dato ampia prova di disinteresse personale suddividendo la spesa globale per il maggior numero di consiglieri. La Corte dei Conti a riguardo ha espresso soddisfazione e formulato sinceri complimenti.

Un laboratorio vincente, insomma. I partiti, in Basilicata, hanno raggiunto la maturità politica, i lucani godono di una democrazia evoluta e partecipata, e le prospettive sono finalmente rosee.

Per una volta il mondo ci guarda! Caspita, era ora. Viva la Basilicata. Viva i lucani. La politica è tornata. Alleluia.

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Luciano Petrullo
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