Covid-19. Il vaccino non provoca la sterilità

Poco più di un mese fa, in piena campagna vaccinale, in rete è iniziata a circolare una notizia secondo la quale i vaccini a mRna contro Covid-19 sarebbero correlati all’insorgenza di sterilità sia maschile che femminile, che nelle settimane a seguire ha trovato parecchio credito nella bolla di antivaccinisti e complottisti. Le cose, fortunatamente, non stanno così: i Centers for disease control and prevention (Cdc) statunitensi hanno per esempio smentito fermamente qualsiasi legame del genere, sottolineando che “al momento non esistono prove che problemi di fertilità maschile e femminile siano effetti collaterali di alcun vaccino, tra cui anche quelli contro Covid”. La dichiarazione dei Cdc, naturalmente, si basa sulle evidenze scientifiche al momento disponibili, che sono parecchie e convincenti: tra le ultime, uno studio recentemente pubblicato sul Journal of the American Medical Association, (Jama) da parte di un’équipe di ricercatori della University of Miami, che si è concentrata in particolare sull’infertilità maschile e non ha osservato alcun effetto collaterale dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna. “Il nostro studio”, ha spiegato su The Conversation Ranjith Ramasamy, primo autore del lavoro e direttore del programma di urologia riproduttiva alla Miller School of Medicine della University of Miami, “ha mostrato che i vaccini a mRna, Pfizer-BioNTech e Moderna, sembrano essere sicuri per il sistema riproduttivo maschile”. L’équipe, in particolare, ha raccolto campioni di liquido seminale da 45 uomini ultradiciottenni sia prima di ricevere il vaccino che 70 giorni dopo la somministrazione della seconda dose, senza osservare alcuna diminuzione significativa di tutti i parametri di qualità dello sperma. “L’intero ciclo di vita dello sperma – ha detto Daniel C. Gonzalez, un altro degli autori del lavoro – dura 70 giorni, che quindi sono una finestra temporale più che sufficiente per capire se il vaccino ha qualche effetto collaterale. Abbiamo misurato il volume degli spermatozoi, la loro concentrazione, la quantità totale di spermatozoi mobili, osservando che nessun parametro si discosta dai valori normali”. Un altro studio, condotto da un gruppo di ricercatori israeliani (ma non ancora sottoposto a peer-review), è giunto a conclusioni analoghe analizzando un gruppo di 43 uomini prima e dopo la somministrazione del vaccino: nessuna correlazione tra immunizzazione e sterilità. “Contrariamente alle voci che circolano sui social media – scrive ancora Ramasamy – i vaccini contro Covid-19 non causano infertilità maschile né sterilità. È piuttosto l’infezione da Sars-CoV-2 a rappresentare un possibile fattore di rischio per entrambi i disturbi”. Sebbene su questo aspetto non abbiamo ancora a disposizione prove solide e definitive, esiste qualche indizio preoccupante. Ramasamy e colleghi hanno analizzato i tessuti testicolari di sei uomini morti in seguito a infezione da Covid-19, trovandovi tracce del virus e notando che in tre di loro il numero di spermatozoi era inferiore ai valori normali. Non si tratta di una scoperta sorprendente. Già nel luglio scorso, un anno fa, un’altra équipe di ricercatori aveva scoperto che il virus tende ad allignare nei testicoli con potenziali ricadute negative in termini di sterilità e impotenza. La conclusione è sempre la solita: in termini di rapporto rischi-benefici, la scelta migliore è quella di vaccinarsi. “Non ci sono prove che il vaccino danneggi il sistema riproduttivo umano – chiosa Ramasamy -. Non vaccinarsi e contrarre Covid-19, invece, potrebbe farlo”.

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