Cosa sta succedendo in Afghanistan?

L’Afghanistan ha subìto un colpo d’arresto con l’offensiva talebana che ha ripreso il potere a pieno regime, dopo venti anni di guerra. Il presidente della capitale Kabul, Ashraf Ghani, è fuggito all’estero, gli afghani si sono riversati nell’aeroporto per fuggire e hanno fatto il giro del mondo le immagini dell’aereo C-17 americano assalito da centinaia di persone, alcune delle quali anche aggrappate ai carrelli e due di loro sono morte precipitando da centinaia di metri poco dopo il decollo. L’aereo, con 640 rifugiati nella pancia del cargo, è atterrato in Qatar per poter salvare tutti i civili. L’Afghanistan, che ora si chiama “Emirato Islamico dell’Afghanistan”, è stato abbattuto. Il nuovo presidente è il mullah Abdul Ghani Baradar e si è garantita la partecipazione al governo di tutti, comprese le donne ma nel rispetto della Shari’a, la legge islamica ma ciò desta non poche perplessità: potrebbero rivestire ruoli governativi le donne che da sempre sono state sottomesse al volere degli uomini, torturate, seviziate? E cosa significa che possono partecipare a una vita politica ma “nel rispetto della Shar’a”? L’Occidente invece si differenzia, ancora una volta, tra tempestività e lassismo: Biden, presidente degli Usa, afferma, davanti alle accuse di una “disfatta epocale “di aver combattuto il terrorismo; Macron, presidente della Francia, provvederà inviando due aerei militari e forze speciali; Di Maio, ministro degli Esteri italiano, su Twitter scrive “stiamo monitorando la situazione in Afghanistan 24 ore al giorno. Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, la priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali” e poche ore fa, sempre su Twitter, ha comunicato di aver avuto un colloquio con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, per coordinare operazioni e definire approcci comuni (il tutto mentre è stato paparazzato in spiaggia a Porto Cesareo con il presidente della Puglia Emiliano e il ministro Boccia). Quel che accadrà è immaginabile ma non auspicabile, si attende la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri Ue e il Consiglio di sicurezza Onu.

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