Contro calamità naturali la viticultura eroica deve puntare su mix “tradizione-scienza”

di Arturo Giglio

“Contro il cambio del clima, le calamità naturali sempre più numerose e “pesanti”, ultima la peronospora nel Vulture e molto diffusa nei vigneti più pregiati di quasi tutte le regioni italiane, la viticultura eroica deve puntare su mix “tradizione-scienza”. A sottolinearlo è Alvaro De Anna, ideatore-organizzatore dell’undicesima edizione a Matera (28-30 ottobre) di “Vini da terre estreme” (la seconda dopo il 2022).

La chiave del successo sta nel combinare le conoscenze tradizionali dei viticoltori con l’innovazione e il rigore scientifico. In questo modo, le aziende agricole possono ottimizzare gli investimenti per un paesaggio agricolo più funzionale, sostenibile e sicuro: un’alleanza vincente per affrontare queste diverse sfide naturali e antropiche.

Che fare dunque per tutelare i vigneti e i paesaggi culturali unici, fatti di persone e tradizioni, che sono oggi rischio a causa dei cambiamenti climatici?. Innanzitutto serve intervenire sul territorio per una migliore e più sostenibile gestione della risorsa idrica, “anche offrendo linee guida pratiche come ad esempio la messa in opera di microinvasi, in grado di agire in caso di precipitazione estrema (laminazione del deflusso e mitigazione piene) o mancanza d’acqua (riuso dell’acqua meteorica raccolta per irrigazione di emergenza). Inoltre gli esperti e studiosi ricordano che le nuove tecnologie di telerilevamento consentono di “digitalizzare” i versanti coltivati ad altissima risoluzione, permettendo così di simulare le precipitazioni e i deflussi d’acqua nei vigneti e guidare la progettazione delle opere in un’ottica di agricoltura di precisione.

E’ importante fare rete tra scienziati, aziende agricole, associazioni di categoria, enti locali, consumatori e decisori politici per una migliore comprensione delle problematiche e per la ricerca di soluzioni di mitigazione.

Sono temi – sottolinea De Anna – da sempre all’attenzione di Pilota Green che con il progetto “Vini da Terre Estreme” intende rendere omaggio all’Italia originalissima e bellissima, alle sue Terre Estreme coltivate a vite, che la rendono unica nel panorama enoico mondiale. Da oltre dodici anni organizziamo in Italia e all’estero, “Vini da Terre Estreme” evento che ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere vini straordinari e unici – prodotti con uve coltivate in zone sconosciute, geograficamente impervie, in minuscoli fazzoletti di terra strappati in condizioni ardue alla montagna o al mare – al mondo dei consumatori evoluti, appassionati enogastronomi e ai professionisti del settore. Un patrimonio che – dice De Anna – con tenacia, pochi e appassionati vignaioli continuano a salvaguardare regalandoci ancora dei vini straordinari, rari, e soprattutto preziosi per il loro carattere unico. E questo esprimono i vini estremi: la sapienza e l’esperienza di vignaioli che con passione e sacrificio lavorano in una continua sfida, che diventa eroica, verso una natura difficile, inospitale, esigente. Da questo incontro-scontro nascono gemme rare, preziose, vini di alto valore, a volte ruvidi ma di forte carattere. Anche a Matera avremo occasione per degustare, scoprire i vini eroici e confrontarci su come difenderli con tutta l’attenzione dovuta, anzi da accrescere in vista della nuova complicata vendemmia che ci attende in autunno.

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