Confartigianato: sostenibilità e domanda di lavoro, competenze green importanti per MPI lucane

La Basilicata è la prima regione italiana per quota di entrate con elevata importanza delle competenze green nelle MPI: il 51% (superiore alla media Italia 44,7%). Lo riferisce un rapporto dell’ Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Anpal per Anno 2022, sulle entrate con importanza medio alta e alta di attitudine al risparmio energetico e tutela ambientale

La transizione green del sistema delle imprese – commenta Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato – è caratterizzata da una domanda di lavoro con una diffusa richiesta di competenze sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, un orientamento che si delinea più marcato nelle micro e piccole imprese (MPI). Il dato Basilicata acquisisce maggiore significato tenuto conto delle specifiche questioni che riguardano da noi il passaggio dal fossile alle rinnovabili, i problemi dell’automotive e del manifatturiero.

Inoltre la presenza di competenze green con un elevato grado di importanza (medio-alto e alto), quota in aumento rispetto al 37,9% rilevato l’anno precedente. Vi è una elevata importanza delle competenze per il risparmio energetico e un minore impatto ambientale dell’attività dell’impresa; anche per le MPI questa caratterizzazione delle competenze green è in aumento di 3,7 punti rispetto al 41,0% rilevato l’anno precedente. La quota scende al 35,3% per imprese tra 50 e 499 dipendenti per risalire al 38,8% nelle imprese più grandi. Nel complesso la quota delle MPI è di 8,3 punti superiore al 36,5% calcolato per le medie e grandi imprese.

L’analisi per settore evidenzia che il comparto delle costruzioni, caratterizzato da interventi incentivati per ridurre il consumo energetico delle abitazioni, registra la quota più elevata di lavoratori per cui deve essere più marcata l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, pari al 48,0%, seguito dai Servizi con il 46,0% e la Manifattura con 36,8%.

I settori dove la domanda di lavoro nelle micro e piccole imprese è maggiormente caratterizzata da un elevato grado di importanza delle competenze green, con valori superiori alla media sono i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici dove riguarda il 50,9% delle entrate, public utilities (energia, gas, acqua, ambiente) con il 48,4%, le costruzioni con 48,0%, istruzione e servizi formativi privati con 47,2%, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli con 47,0%, lavorazione dei minerali non metalliferi (vetro, ceramica, ecc…) con 46,3%, servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio con 46,2%, sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati con 45,4% e servizi avanzati di supporto alle imprese con 44,8%.

L’analisi territoriale mostra che vi è una diffusa alta rilevanza delle competenze green dei lavoratori delle MPI: in Basilicata con 51,0%, Sardegna con 50,7%, Calabria con 49,7% e Molise con 48,6%.

La domanda di lavoro più connotata da competenze green nel Mezzogiorno si associa ad una maggiore spinta data dagli interventi per il risparmio energetico degli edifici con il superbonus 110% e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel Mezzogiorno, gli interventi del superbonus pesano per il 68,6% del valore aggiunto territoriale delle costruzioni, quota superiore di 13,5 punti al 55,1% della media nazionale. In parallelo, l’analisi dei dati del Gse evidenzia che nelle regioni meridionali di concentra il 40,2% della produzione di energia solare.
Per Gentile c’è la conferma dell’importanza del tema della sostenibilità per gli artigiani e le piccole imprese, con il contributo fondamentale delle imprese artigiane all’economia nazionale e alla forza competitiva del Made in Italy, con l’obiettivo di diventare gli Artigiani del futuro.

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