di asterisco
Sembra sia questa la tecnica di sopravvivenza messa a punto dalla nostra classe politica. Non ci dice nulla di nuovo il clamore mediatico delle sceneggiate di queste ultime settimane, cui gli italiani sono ormai assuefatti, abituati dalle storiche contingenze del passato.
Tutto serve a mascherare l’incapacità cronica di occuparsi della “res publica” in maniera adeguata. È a dir poco deprimente assistere al botta e risposta fra due pulzellòne, entrambe calate nel ruolo d’influencer dipendenti nell’arte dell’informazione attraverso i social, cui si può anche attribuire una connotazione in linea con i tempi, nel ridursi a un puro e semplice chiacchiericcio tra comari. Non è dignitoso che in siffatte contumelie si inserisca chi occupa un importantissimo ruolo istituzionale.
Si ha la sensazione che nei sontuosi palazzi del potere dove non manca mai un salone degli specchi, in qualche palazzo invece, onde evitare malintesi un siffatto salone o sia stato murato o vi sia stato tolto per ovvi motivi l’arredo ustòrio.
In ambiti istituzionali le dimissioni legittime di un qualunque soggetto devono seguire un loro iter ben definito che non ammette giustificazioni di sorta, senza se e senza ma, il toro va preso per le corna, sicuramente politiche, e la faccenda deve chiudersi alla luce del sole. Non possono essere ammessi ripensamenti per non cadere nell’ipocrisia o quanto meno in evidenti contraddizioni nel suggerire addirittura ammaestramenti circa fatti che riguardino in sostanza la sfera privata di chiunque.
Un’ultima annotazione, come si permette il Primo Ministro Magiaro, nonostante il feeling con la sorella cristiana, nostra concittadina e analogo incarico istituzionale, alludere al vezzo tipicamente italiano di mettere al governo dei “pregiudicati” (sic), di sicuro i polveroni lasciamoli alla storia o solo quando fa comodo? Meglio essere la comarella condominiale di tutti e comportarci da “buon padre di famiglia” e se possibile con i calzoni!


