Baguette francese, filone o sfilatino italiano e la panella di pane

Esistono varie versioni sull’origine del pane e anche sul luogo in cui è nata la leggenda della Baguette. Si racconta che questo tipo di pane, particolarmente morbido, sia stato realizzato in Francia, in epoca Napoleonica. Fu concepito di forma allungata con mollica molto morbida e con crosta dorata e croccante. La forma della Baguette meglio si prestava soprattutto per la conservazione negli zaini dei militari quando questi erano impegnati in lunghe marce al seguito del loro condottiero Napoleone durante “la conquista del mondo”. La Francia annoverò la Baguette tra i suoi simboli nazionali ottenendone l’apprezzamento e il  riconoscimento da parte di tutto il mondo. La ricetta della Baguette Délifrance, detta “senza tempo”, è composta da ottima farina di grano tenero di tipo “O”, impastata con acqua, lievito madre, sale e lievito secco disattivato e praticando sulla parte superiore dell’impasto le cinque classiche incisioni. Non mancano ovviamente le varianti come quella che avviene di solito con l’aggiunta di semini di sesamo prima della cottura.

La Baguette francese

Anche in Italia si diffuse la baguette col nome di “filone”, quel pane di quantità maggiore a differenza dello “sfilatino” di quantità più ridotta.

Il Filone italiano

In Italia si diffuse non per comodità d’uso militare ma soprattutto per la comodità e facilità di lavoro da parte dei fornai. La diffusione avvenne maggiormente al Nord perché a sud del Paese stava diffondendosi sempre più la “Pizza” che comunque non ha mai preso il posto della “Pagnotta di pane”, successivamente chiamata “Panella” di circa due chili di peso: rotonda e sempre morbida, adatta per tutte le cucine e realizzabile con ogni tipo di farina. Al centro del sud Italia e precisamente in Lucania, pare che già c’era una lavorazione di pane molto particolare che consisteva in un impasto intrecciato farcito di mandorle secche che somigliava sia alla “Baguette” che alla “Panella”.

La Panella del Sud

Questa ciambella ben presto fu richiesta e considerata quasi come un dolce e come “il pane delle feste comandate” considerato la miglior pietanza per le tavole di ogni censo. È bello disquisire sul pane e le diversità di lavorazione d’esso sapendo che è il primo dono che Dio ci ha fatto. A tale proposito si riporta quella che ancora oggi pare sia la poesia più rappresentativa dedicata al pane e che fu scritta da Benito Mussolini il 10 gennaio del 1928, in occasione della festa nazionale per la Giornata del pane pubblicata come la “preghiera del pane”.

La preghiera del pane

Amate il pane
cuore della casa,
profumo della mensa,
gioia del focolare.

Rispettate il pane:
sudore della fronte,
orgoglio del lavoro,
poema di sacrificio.

Onorate il pane:
gloria dei campi,
fragranza della terra,
festa della vita.

Non sciupate il pane:
ricchezza della Patria,
il più soave dono di Dio,
il più santo premio
alla fatica umana.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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