Autonomia differenziata. Ronzoni (Uil): non ci appassiona

“A differenza della politica l’autonomia differenziata non ci appassiona. Pensiamo fortemente che le priorità del Paese e del Sud siano altre: il lavoro e il superamento della diffusa precarietà, la politica industriale che registra forti criticità, il diritto alla salute”. Lo ha detto Emanuele Ronzoni, segretario nazionale organizzativo Uil, intervenendo a Tito al Consiglio Federale della Uil di Basilicata. “Sicuramente questa autonomia differenziata – ha aggiunto- ci preoccupa molto perché è destinata a dividere il Paese e ad acuire il gap Nord- Sud. Prima dovremmo eliminare le diseguaglianze su alcuni servizi garantiti dalla Costituzione e poi possiamo parlare di autonomia differenziata. Abbiamo, invece, la sensazione che ci sia un approccio molto ideologico al tema, con una politica che fa scelte mirate alle prossime scadenze elettorali. Continuiamo a registrare diseguaglianze sociali tra Nord e Sud, soprattutto su sanità, assistenza sociale, e oggi da volontarie della Caritas di Potenza – ha detto ancora – abbiamo ascoltato come la povertà e il disagio sociale sono in crescita e per noi la tutela e l’assistenza delle persone sono un dovere civico e un valore sociale”.

Quanto ai temi della Basilicata, Ronzoni con una delegazione della segreteria Uil lucana ha visitato lo stabilimento Hitachi di Tito .”Ho toccato con mano-ha detto- le eccellenze e le potenzialità del sistema produttivo lucano. Per questo ritengo che non bastano i rinnovati impegni di Taveres e le parole in Parlamento della Premier Meloni per tutelare una delle maggiori eccellenze del made in Italy e dell’automotive in Europa. Bisogna passare dalle parole ai fatti in primo luogo per difendere centinaia di posti di lavoro dell’indotto, commesse e servizi a Melfi. Basta con le chiacchiere come sta accadendo per il Pnrr e le risorse comunitarie destinate allo sviluppo, alle infrastrutture, all’occupazione al Sud. La discussione con l’Esecutivo non è finita: nei prossimi mesi proseguiremo con le nostre mobilitazioni perché vengano cambiate alcune scelte economiche e perché sia prestata più attenzione ai temi sui quali, da mesi ormai, abbiamo avanzato le nostre rivendicazioni. Lo stesso atteggiamento terremo con le istituzioni regionali”.

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