Assalto alla Cgil. Forza nuova: «La rivoluzione non si ferma»

Ondata di arresti all’indomani degli scontri che hanno sconvolto il centro a Roma: sono 12 i manifestanti arrestati dai uomini della Digos per il corteo no Green Pass e per l’assalto alla sede della Cgil in Corso d’Italia a Roma. Tra questi spiccano i nomi di Roberto Fiore, 62 anni, e Giuliano Castellino, 44 anni, rispettivamente leader nazionale e responsabile romano del movimento di estrema destra Forza Nuova. Non solo. A finire in manette anche Luigi Aronica, 65 anni, conosciuto anche come “Er Pantera”, ma soprattutto ex Nar, Nuclei Armati Rivoluzionari, già condannato a 18 anni di carcere per alcuni reati compiuti durante la sua militanza, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

Tra i fermati, oltre agli estremisti di destra, anche Biagio Passaro leader di “IoApro”. Per loro, come per tutti gli arrestati, le accuse sono pesanti: danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

A questi reati nelle prossime ore potrebbero aggiungersi altre contestazioni, anche perché la posizione dei 12 è al vaglio dei magistrati della procura di Roma, tra cui un pm che si occupa dell’Antiterrorismo.

In queste ore intanto sono in corso le verifiche dei filmati registrati dal personale della Polizia Scientifica, per valutare altre condotte relative ai fatti accaduti. Filmati questi già contestati dall’avvocato Carlo Taormina – difensore di Fiore, Castellino e altri arrestati – che sottolinea: “La presenza di Fiore e Castellino è una cosa diversa rispetto a quella degli altri manifestanti che hanno assaltato la sede della Cgil. Basta vedere le immagini trasmesse anche in televisione dove si vede che i due sono fermi lateralmente, mentre sono altre persone a sfondare la porta e a fare casino”. 

Certo è che Forza Nuova non sembra intenzionata a fermarsi. Sono gli stessi membri del gruppo neofascista a scriverlo su telegram. “Il regime è in difficoltà, la giornata romana di sabato fa da spartiacque tra vecchio e nuovo, ma media mainstream, questure e partiti del sistema non sono in grado di leggere i fatti, (perché non gli conviene e hanno paura) – scrivono in una comunicazione tra iscritti – e danno la croce addosso a un movimento politico che non rappresenta che una piccolissima componente delle centinaia di migliaia di italiani esasperati, perché minacciati nello stesso diritto elementare al lavoro e alla sopravvivenza, che hanno invaso prima piazza del popolo e poi le strade del centro della Capitale per puntare ai palazzi dell’odiato potere”.

Nella comunicazione – firmata da Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo, Stefano Saija – si legge ancora: “Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l’attuazione accelerata del Great Reset, ora la musica è cambiata e il direttore d’orchestra e compositore è solo il popolo in lotta, costretto a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l’attacco alla Cgil rientra perfettamente in questo quadro analitico, che ha deciso di alzare il livello dello scontro. Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi”.

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