Aspat Basilicata su delibera strutture accreditate

di Antonia Losacco, presidente Aspat Basilicata

In attesa di conoscere anche noi i contenuti della “miracoralistica” delibera di giunta destinata a risolvere il problema delle strutture accreditate che il Presidente Bardi ha illustrato ieri a Melfi, in una delle oltre 60 strutture accreditate della regione, è per noi essenziale sottolineare problemi di forma (istituzionale) e di sostanza (concertazione) che evidentemente sono sfuggiti al Presidente o quanto meno sono stati sottovalutati.
Non muoviamo certamente rilievi sul metodo di diffondere la notizia, cosa che è avvenuta attraverso il profilo social del Presidente e che alcuni organi di informazione hanno ripreso, piuttosto sulla scelta ricaduta sul luogo, tra l’altro secondo cronache giornalistiche in compagnia di un candidato sindaco, in una fase della campagna elettorale che riguarda il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale a Melfi.
E’ dunque il profilo istituzionale del Presidente che segna un comportamento decisamente inusuale, tanto più che, almeno noi, nonostante continui e pressanti sollecitazioni con richiesta di un incontro, dal suo insediamento in Regione, non abbiamo avuto ancora il piacere di incontrarlo.
Nel merito, le problematiche discusse e le anticipazioni del Presidente riguardano tutte le strutture specialistiche ambulatoriali private che operano in Basilicata in convenzione con il SSR e pertanto il confronto non può avvenire in una sola struttura ma in un luogo istituzionale.
Anche da parte del dg del Dipartimento Salute rileviamo un analogo comportamento perché, come il Presidente, ha ricevuto operatori della stessa struttura di Melfi mentre continua a rinviare gli incontri che altri hanno richiesto da tempo
Non è pensabile che il richiamo ai valori di eticità, più volte espresso negli ultimi giorni, alla prova dei fatti diventi un optional con un atteggiamento che non trova alcuna giustificazione e introduce un nuovo solco tra strutture di serie A, magari con qualche Santo in Paradiso, e strutture di serie B.
A questo punto ci sembrano necessarie alcune spiegazioni, per la tutela prima di tutto della dignità di tutti quelli che amministrano, dirigono e che operano nel delicato e prezioso comparto della sanità privata accreditata.

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