Aperitalia, quando la politica smette di essere noiosa

In tempi di vuoto pneumatico della politica “ogni picca giova”, e quindi ci tocca guardare con interesse e gratitudine a ogni tentativo di migliorarla.
Il più autorevole tentativo ha matrice tutta lucana, anche se porta -anche- una targa europea, e proviene dal politico di lungo corso Gianni Pittella, le cui gesta elettorali sono state catturate e diffuse on line per il piacere di chi le ha viste e sentite.
Il Nostro, non nuovo a estemporanee apparizioni video, nelle scene diffuse urbi et orbi, opportunamente selezionate nell’ambito di un comizio appunto elettorale, disegna con cipiglio e ricorso a inflessioni dialettali, evidentemente per tendere una mano all’elettorato, il futuro di Lauria disegnandolo con tinte pastello senza evitare uno schizzo anche al rosso rubino, tipico di un tradizionale Aglianico. La sua proposta politica, affascinante ogni oltre immaginazione, è quella di una città, Lauria, appunto, quale paese del sorriso, non più del ghigno, un paese dove ci si saluti sempre e comunque e magari si sia portati ad invitare il prossimo a casa per offrirgli un bel bicchiere di vino o un caffè. Niente da dire: il candidato disegna un mondo idilliaco nel quale ognuno farebbe a pugni per vivere. La portata politica del programma pubblicizzato è sotto gli occhi di tutti, e contiene una ventata davvero innovativa in quanto tracima le questioni amministrative, programmatiche, lavoristiche, strutturali, se non addirittura ideologiche, e approda nell’ambito delle relazioni sociali quali asso portante dell’amministrazione e governo di una città.
C’è da presumere che all’ambizioso programma abbia contribuito la monumentale esperienza acquisita in ambito parlamentare, nazionale ed europeo, vissuta peraltro ai vertici, da Gianni Pittella, non essendo possibile immaginare che cotanta spensierata avventatezza (nel senso poetico del termine, tenuto conto che è davvero raro vedere un politico solcare siffatti inusuali mari) sia alla portata di un candidato qualsiasi.
Peraltro, nonevèro, l’idea andrebbe sviluppata e diffusa. Vero è che a Potenza il saluto generalmente diffuso e diretto a chiunque, inclusi gli sconosciuti, venne, più che teorizzato, effettivamente praticato negli anni passati da altro personaggio politico, non famoso in ambito europeo, ma ben noto nel capoluogo e in regione, ma al bicchiere di vino quale collante di una comunità dedita all’accoglienza, non si era mai arrivati.
Alla fine era ora che si mettesse un freno alle promesse inattuabili e mai attuate dei candidati sindaci, a quelle arzigogolate scommesse che, partendo dal lavoro, finivano alla realizzazione di parchi, nuovi cimiteri, autobus volanti e marciapiedi in velluto a coste.
Grazie, quindi, grazie Gianni Pittella, magari ispirassi anche Draghi, che, lontano finalmente da green pass, pressione fiscale, e astruse soluzioni economiche e finanziarie, potrebbe finalmente disegnare una vera e propria AperItalia, a base di Martini, Campari e prosecco doc.

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