di Rocco Sabia
A Potenza, per 32 posti di “lavoro”, si sono presentati 490 candidati. In tutta la Regione Basilicata ci sono 52 Comuni che rinnoveranno il loro Consiglio comunale che significano tanti buoni “posti di reddito sicuro” per almeno altri cinque anni e per la gioia del popolo basilisco che potrà “legittimamente” lagnarsi per i prossimi cinque anni.
Ogni aspirante amministratore è presentato da un partito politico, ognuno con un “programma” e tutti con la stessa speranza, quella del buon guadagno.
I 450 aspiranti amministratori, per il Comune di Potenza, ovviamente concorrono per posti dirigenziali, chi come Sindaco, chi come Assessore, chi come Presidente di una qualche commissione, chi come consigliere, amico dell’amico e così via.
Agguerrite donne competono contro spietati uomini, non mancano calunnie, maldicenze, promesse, accordi palesi e sotterranei, insomma la lotta per l’occupazione dei trentadue scranni per il “comando” cittadino è cruenta.
Ovviamente molti di questi sono dei rispettosi ubbidienti delle romane volontà, altri degli “ordini” impartiti da piemontesi romanizzati, altri ancora da porta borse (i cosidddetti cicisbei di partito) che per l’occasione si vestono con la divisa di “capi bastone”.
Il carrozzone elettorale si è mosso.
I “raccomandati” della coalizione di destra hanno fatto sentire quanto sono liberi e indipendenti nelle loro scelte, hanno rifiutato di ricandidare il leghista Sindaco uscente imposto da “in-cassellanti” ordini rappresentanti la coalizione e hanno scelto, obtorto collo, di seguire un nuovo nome se pur sempre leghista, se pur sempre contestato per “amena partecipazione” in qualità di Assessore regionale.
Invece i “raccomandati” dei titolari di lista di sinistra dimostrano la loro autonomia decisionale contestando tutto e tutti, candidando per l’ambito scranno qualsiasi soggetto probabile portatore di voti. Non occorrono qualità.
Quello che sarà il Sindaco guida (almeno così sperano), pare che sia un Funzionario regionale.
Altre coalizioni politico-ideologiche (si fa per dire) propongono, scelto da strane e inverdite costellazioni, per l’alta carica di Sindaco del capoluogo basilisco, qualche “paria” della politica con al seguito, incoerenti amene figure della società indigena.
Mentre il carrozzone elettorale avanza verso l’illusorio risultato finale per i 490 aspiranti amministratori, il popolo potentino sta a guardare, a promettere, e a sperare che dopo, forse, potrà usufruire anche esso di qualche contentino tanto chi paga è “Pantalone”.
Naturalmente chi ha orecchie da intendere intenda.


