«Alsia, una discrezionalità che lambisce l’arbitrio»

di Giuliana Pia Scarano, Segretaria generale Fp Cgil Potenza

Dopo la revisione degli assetti organizzativi dell’Alsia e l’approvazione della macrostruttura con la conseguente assegnazione del personale, si chiude il cerchio con l’attribuzione degli incarichi di elevata qualificazione. Avevamo già segnalato che l’atto di riorganizzazione, fatto sulla scorta di una nota del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che suggeriva la rotazione delle posizioni organizzative e, in particolare, della dirigenza, determinava, a nostro avviso, un sovra dimensionamento di personale e di funzioni in capo alla direzione rispetto agli obiettivi strategici affidati alle quattro aree operative.

Riorganizzazione dalla quale è conseguita una assegnazione e spostamenti di sede del personale alle aree senza aver aperto alcun confronto con la dirigenza e senza aver indicato profili professionali di appartenenza che, nonostante numerosi solleciti e la previsione del nuovo CCNL 2019/21, non sono stati ancora definiti.

L’attribuzione degli incarichi, sulla scia di questa modalità operativa, è stata a sua volta fatta sulla base di un regolamento rispetto al quale avevamo chiesto il proseguo del confronto al fine di definire i generici criteri enumerati per il conferimento e revoca degli incarichi, che a nostro avviso non consentono una effettiva valutazione comparativa del personale al fine di individuare la professionalità più idonee a rivestire le relative responsabilità. Tant’è che avevamo in sede di confronto stigmatizzato la mancata indicazione della procedura con la quale acquisire e valutare i curricula ed attribuire i relativi punteggi.

Ciò che temevamo si è puntualmente verificato. Nessun lavoratore ha avuto l’opportunità di scegliere per quali incarichi concorrere, visto che non è stato fatto alcun avviso e basta leggere le determine di attribuzione per toccare con mano la vaghezza delle motivazioni poste a valle di una comparazione che non è dato sapere tra quali lavoratori è stata fatta in assenza totale di una descrizione analitica dei requisiti posseduti dai candidati. Nulla si dice, infatti, su quali siano stati gli elementi comparativi utilizzati ne si dà conto di come siano stati in qualche modo pesati e comparati (per es. punteggi attribuiti) e quali specifiche motivazioni abbiano indotto l’amministrazione nella direzione delle scelte fatte, sul cui merito ovviamente non intendiamo entrare.

Quello che stigmatizziamo è la totale assenza di quell’iter logico motivazionale che sempre deve accompagnare l’adozione di un provvedimento amministrativo , a maggior ragione in materia di valutazioni comparative.

Una discrezionalità che lambisce l’arbitrio, come se l’Agenzia non dovesse sottostare alle più basiche regole che governano l’agire di una pubblica amministrazione. Chiediamo la revoca delle determine  e la prosecuzione del confronto sui criteri di attribuzione e revoca degli incarichi di elevate qualificazioni nonché l’avvio del confronto sul contratto decentrato, partendo dalla costituzione del fondo, atto prodromico alla destinazione delle risorse ai vari istituti contrattuali, in primis le specifiche responsabilità.

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