Allarme botulino in alcune zuppe pronte vendute in Basilicata. L’unità operativa complessa di Igiene degli Alimenti e Nutrizione della Asl di Matera ha emanato nei giorni scorsi un avviso urgente in cui si avvisava la popolazione e in particolare quella del Comune di Scanzano Jonico che presso il supermercato Penny Market di via Stadio S. N. erano state vendute due confezioni del prodotto alimentare in confezione chiusa: “Zuppa di farro”gr 620 lotto 320148 scadenze 7-10-11-12 luglio 2020. Il prodotto è stato ritirato dal commercio in quanto presumibilmente contenente botulino, avverte l’Asml. L’acquirente o gli acquirenti sono stati invitati a non consumare per nessuna ragione il prodotto e restituirlo con urgenza al supermercato. Ma cos’è il botulino? Il botulino (Clostridium botulinum) è un batterio anaerobico che può contaminare gli alimenti rendendoli particolarmente pericolosi per la salute umana. L’ingestione di questi cibi provoca un’intossicazione severa, nota come botulismo e caratterizzata da un quadro clinico specifico. Dopo un periodo d’incubazione (12-48 ore fino a 8 giorni nei casi eccezionali) compaiono sintomi come nausea, vomito, diarrea e forti dolori muscolari. Seguono importanti problemi neurologici, secchezza delle fauci e delle vie respiratorie, alterazioni visive, disturbi della fonazione e della deglutizione. Come si cura? Il trattamento della tossina botulinica è possibile solo con la somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi e il recupero è molto lento. La maggior parte dei pazienti va incontro a guarigione dopo settimane o mesi di terapia di supporto. L’antitossina botulinica è disponibile presso il ministero della Salute. È possibile operare in forma preventiva, soprattutto nella produzione di conserve domestiche, facendo assoluta attenzione alle norme igieniche per evitare la presenza del batterio nelle varie fasi di preparazione e conservazione. La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e, quindi, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione. Cotture a temperature più basse possono distruggere alcune tossine, ma esistono forme altamente resistenti che necessitano di una vera e propria sterilizzazione. L’acidità e il contenuto in sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine. Infine, è importante non consumare conserve che, all’apertura, siano maleodoranti o che presentino contenitori rigonfi in modo anomalo.


