di asterisco
Non poteva di certo mancare, in tale giornata di puro marketing delle identità di vario genere, l’ambizioso progetto innovativo di un Polo strategico che mira a diventare un aggregatore territoriale, una fucina di idee e competenze, capace di connettere tradizione e innovazione, radici e mercato, qualità e visione (sic), stando alle dichiarazioni del capogruppo regionale lucano di Fratelli d’Italia.
Una semplice analisi semantica delle parole dimostra, nella realtà gestionale della regione Basilicata, al di là di ogni possibile coerenza logica, un capovolgimento del metodo per assurdo, così come si adopera nel linguaggio matematico: un vero e proprio teorema per trasformare la fattibilità in assurdità!
Si parla di aggregatore territoriale, quando manca un efficiente sistema di trasporti urbano ed extraurbano, in perenne fase di progettazione ed ammodernamenti, sbandierati come canoniche necessità impellenti. Basti pensare ai collegamenti tra i due capoluoghi di regione, i panegirici imbastiti sugli spostamenti green o la cosiddetta mobilità sostenibile!
Non è dato sapere dove sia allocata la fucina di idee e competenze, o se si preferisca favorire osannati attrattori turistici, ennesimi specchietti per allodole o effimere stravaganze tipiche della realtà aumentata!
Si mira a una perfetta sinergia operativa fra tradizione e innovazione, mentre si è spettatori di un lento declino del tessuto sociale, dai centri più
popolosi ai caratteristici piccoli borghi, dove il segnale della rete informatica è in preda ad una fluttuante, discontinua aleatorietà e si ha la spudoratezza di pontificare sulla digitalizzazione delle reti televisive!
Riesce difficile comprendere come riscoprire le proprie radici identitarie, quando si è sempre cercato di azzerare col modernismo imperante, travestito da benessere, la memoria sociale di un certo territorio e allinearsi alle cosiddette economie di mercato!
Arriviamo per ultimo alla qualità e visione che un semplice smartphone è in grado di testimoniare, si pensi solo allo smaltimento dei rifiuti, ai cumuli di spazzatura intorno ai cassonetti e in aperta campagna, fatta eccezione per alcune sparute eccellenze. Se poi si guardi alla pulizia e controllo dei tanti Parchi naturali, di cui si compiacciono molti cittadini inurbati nei due capoluoghi lucani, voler partecipare alla Giornata Nazionale del Made in Italy ci spinge istintivamente a canticchiare il celebre ritornello del grande Enzo Iannacci: vengo anch’io, no tu no…!


