Alice nel paese delle meraviglie …o in Basilicandia?

di asterisco

Nel proliferare delle tante iniziative e progetti riguardanti l’auspicabile sviluppo turistico della Basilicata e il ritorno economico conseguente, ci è sembrato utile rileggere le pagine di Lewis Carroll, pseudonimo del matematico inglese Reverendo Charles Lutwidge Dodgson, e tentare di capire qualcosa in merito, alla stregua della piccola Alice davanti allo specchio e nelle sue immaginazioni.

     La fantasia creativa smisurata è alla base della maggior parte di tali progetti, ben identificabili dalle sigle e acronimi vari che li contraddistinguono. Siamo passati dai GAL (Gruppo di Azione Locale PerCorsi) a BEL (Borghi Eccellenti Lucani), sigle che appaiono come misticanze varie i cui ingredienti si alternano fra spunti salutistici, gastronomici, naturalistici e addirittura archeologici, all’insegna di tutto di più, unica costante ma solo in apparenza poiché varia di continuo: prima evidente contraddizione logica  agli occhi di Alice: Se tutto il mondo fosse torta di mele, / e tutto il mare fosse inchiostro, / e tutti gli alberi fossero pane e formaggio, / cosa mai dovremmo bere?

     Se poi si abbia il pudore di considerare il contesto politico clientelare che ne è alla base troviamo molte analogie con la descrizione degli incontri di Alice con il Biancoconiglio e le immagini con cui descrive il ventaglio, i guanti bianchi, l’orologio, classici attributi convenzionali dell’idea popolare dell’illusionista da salotto di cui Alice ne prende atto. Un semplice effetto magico di un prestigiatore nel caso del ventaglio che si apre, si sfascia e poi si ricompone. Dov’è il trucco o il segreto? Di certo nella fattura particolare del ventaglio, legato in modo tale che quando veniva normalmente aperto da sinistra a destra appariva come tutti si aspettavano. Quando però veniva aperto in senso inverso, da destra a sinistra, si sfaldava. L’orologio che il coniglio Bianco estrae dal taschino del suo panciotto, tra la meraviglia di Alice, per poi scomparire e l’immagine che Carroll disegna in proposito, è un altro famoso esempio di prestidigitazione. Si differenzia forse da quel che accade oggi nella gestione politica e amministrativa locale?

    Lo specchio di Alice e i suoi universi possibili di lettura potrebbero illuminare le nostre visioni offuscate da una passiva e sempre più invadente assuefazione, o preferiamo quella che Étienne de La Boétie definiva servitù volontaria?