Absit iniuria verbo. Nuova puntata del romanzo “Ponte Musmeci”

Banditori e menestrelli dell’Amministrazione comunale di Potenza ancora una volta rullano i tamburi per annunciare che, al Polo Bibliotecario di Potenza, verrà presentato il progetto definitivo del “Restauro Conservativo“ del Ponte Musmeci da parte del prof. Hugo Corres Peiretti.

I sempre rinnovati banditori istituzionali, in armonia con prestigiose riviste ingegneristiche che fin dall’inizio definirono il ponte Musmeci “uno dei più grandi progetti internazionali di ponti”.

I potentini durante tutti questi anni, il ponte lo hanno sempre definito il “nostro ponte” e i loro amministratori lo hanno sempre garantito “in ottimo stato e in mano a esperti sicuri.

Il ponte divenuto simbolo della città è stato sempre ‘attenzionato’ dagli “esperti” e soprattutto da quelli degli uffici comunali che, con esso e per esso, si sono fregiati con le medaglie (se pur virtuali) del ponte artistico.

Buche, fuoriuscita dei ferri dalla loro sede cementifica, spaccature dei raccordi, caduta di pezzi dalla volta del ponte non sono mai stati notati se non per abbellire e non rattoppare il manufatto.

Altro rullo di tamburi e altra medaglia al valore all’assessore di turno e tra qualche anno, chi sa se qualche geniale “discepolo” del valente prof. Hugo Corres Peiretti sarà annunciato quale relatore dell’eventuale “Restauro Conservativo” del Ponte Musmeci (ponte artistico per definizione) se nel frattempo della parte strutturale non sia rimasto solo che il ricordo perché, come dice l’intestazione della nostra rubrica: Absit iniuria verbo (sia detto senza ingiuria), crediamo che non sia più il caso di “sguinzagliare” menestrelli ma che sia giunto il momento di affidare a qualche volenterosa impresa, anche di amanti della propria città che ideologizzino le loro passioni territoriali, portando la calce a qualche bravo maestro fabbricatore.

Ed è così che si pontificano ideologie, concretezze e onestà amministrative.

Rude Clava
Rude Clava
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