di asterisco
Fortunata coincidenza la data dell’equinozio d’autunno con la rievocazione storica della stipula dell’Atto di donazione da parte della regina Giovanna II d’Angiò Durazzo della Terra di Vineola alla Reale Casa Santa dell’Annunziata di Napoli, il cui stemma riportava le lettere A.G.P. (Ave Maria Gratia Plena).
Il programma esposto nella locandina che pubblicizza l’evento, come rievocazione di un fin troppo ipotetico passato, sembra alquanto sproporzionato rispetto alla scarsità di fonti d’archivio di cui si dispone per legittimarlo dal punto di vista storico, e infarcirlo di svariati elementi niente affatto coerenti nella loro diacronica dimensione, piuttosto uno spettacolo folcloristico assai di moda di questi tempi nei nostri borghi, che non soddisfa i canoni della storiografia moderna.
Una complessa epoca come il Medio Evo non trova qui alcun riscontro architettonico sufficiente così come nelle tradizioni locali, solo un palcoscenico di maniera.
Facciamo alcuni esempi: una tipica ma fondamentale tradizione medievale legata agli sbandieratori è del tutto assente, laddove si è comunque mantenuta in altri centri più ricchi di testimonianze, e allo stesso modo mancano reperti archeologici che possano rivelare un coerente riferimento a un siffatto periodo storico.
Commistioni tra il sacro e il profano impongono ben altre fonti documentali di riferimento, cosi come le ipotizzabili “forme di vita” in epoca medievale che qui mancano del tutto. La moderna antropologia, nel definire tale termine mutuato da Platone, Cicerone e Agostino, come una costante nella natura umana, ci dice che nel Medio Evo non sono, nei fatti e nelle parole, delle formule astratte, bensì dei fenomeni storici che richiedono testimonianze ben precise.
Uno dei maggiori storici del Medio Evo, Arno Borst ci ricorda che: ”I modi in cui gli uomini dell’età di mezzo organizzano la propria esistenza materiale e vincono la precarietà che li circonda si riflettono, dunque, nei modi della comprensione intellettuale e nella tensione etica, così componendo un affresco indimenticabile del faticoso ma esaltante passaggio dall’antico al moderno” esistono o quanto meno ci sono testimonianze di tutto questo, nella pur sempre “Regale Terra di Vineola” di là dalla stipula di un privilegio?


