La vera storia dell’infermiera spagnola “positiva dopo il vaccino”

Sarebbe stata una notizia irrilevante, ma era pure falsa: eppure è stata raccontata con grande enfasi, per una traduzione sbagliata.

Molti giornali italiani, compresi i più importanti e letti, hanno riportato erroneamente una notizia dal sito del quotidiano spagnolo El País. La causa: traduzione sbagliata. Il titolo corretto dell’articolo è “Un’infermiera che ha vaccinato contro la covid-19 in una RSA a Lleida risulta positiva al coronavirus”. La positività di una persona appena vaccinata contro il coronavirus di per sé non sarebbe stata una notizia: la persona poteva essere malata già prima di ricevere il vaccino, senza riportare sintomi; il livello di protezione dopo la prima dose è buono ma non altissimo; comunque 24 ore sarebbero troppo poche anche per quella protezione parziale, e in ogni caso l’obiettivo del vaccino non è rendere impossibile un’infezione ma addestrare il nostro sistema immunitario a combattere un’infezione senza gravi conseguenze. Ma la notizia era pure falsa: l’infermiera non era stata vaccinata, ma stava solo somministrando il vaccino. Eppure per ore sono rimasti online – e molti lo sono ancora – titoli ingannevoli e fuorvianti, che rischiano di suggerire che il vaccino sia inutile. La notizia era stata annunciata dal profilo Twitter del País come “ultima ora”, con un’enfasi eccessiva che può essere tra i motivi che hanno ingannato i giornali italiani. Il titolo diceva: “Un’infermiera che ha vaccinato contro il covid-19 in una residenza a Lleida risulta positiva al coronavirus”. L’enfasi del giornale ha portato molti lettori a interpretare quel “vacunó” come un “se vacunó”, cambiando il significato da “ha vaccinato” a “è stata vaccinata”, e lo stesso è accaduto in molte redazioni italiane. El País ha spiegato che l’infermiera – che non è mai stata vaccinata – è risultata positiva lunedì, 24 ore dopo aver somministrato le prime dosi del vaccino agli ospiti. Altre quattro infermiere sono state messe in quarantena, così come i 66 ospiti della RSA. Secondo fonti del dipartimento della salute sentite da El País, il rischio di contagio è minimo perché gli infermieri hanno somministrato il vaccino indossando dispositivi di protezione individuale come camici, guanti e doppia mascherina. Inoltre ci sono stati solo contatti molto brevi tra gli infermieri e le persone che hanno ricevuto il vaccino. Il contagio dell’infermiera in sé è un fatto irrilevante: centinaia di migliaia di persone vengono contagiate ogni giorno e ormai è noto che medici e infermieri siano categorie particolarmente a rischio. Anche un eventuale caso di positività dopo aver ricevuto il vaccino – scenario comunque mai raccontato dal País – non sarebbe di per sé strano o sospetto.