5 ottobre: Giornata Mondiale degli Insegnanti

di Giuseppe Perri

Sì anche agli insegnanti finalmente è stata riconosciuta la “Giornata Mondiale degli Insegnanti” che è celebrata con il titolo “Impegnati per gli insegnanti” allo scopo di sottolineare, ulteriormente le loro capacità professionali e le loro indiscusse abnegazioni. Questo riconoscimento è stato promosso dall’Unesco, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dall’Unicef ed altre altrettanto importanti sigle.

L’Unesco, promotore di questo riconoscimento agli insegnanti, ha inteso, nei suoi obiettivi, coinvolgere il più possibile le istituzioni e i più importanti canali della comunicazione per porre in evidenza le difficoltà che essi devono affrontare, sia sotto l’aspetto professionale che sotto quello logistico e giuridico.

Evidenziare le difficoltà che l’insegnante affronta vuol significare richiamare l’attenzione sulla necessità di gratificare la qualità della professione dell’insegnante nel rapporto con gli studenti ma anche il ruolo di “mediatore” che vive con le famiglie degli studenti e di conseguenza con tutta la società essendo essi il volano delle future società.

È fuori dubbio che gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale nel dispensare, ai giovani studenti, un’istruzione di qualità.

Nella stessa “Giornata degli insegnanti” cade anche l’anniversario della firma della “Raccomandazione” riguardante lo Statuto dei Docenti tenutasi a Parigi, il 05 ottobre 1966 a seguito di una speciale Conferenza intergovernativa convocata, sempre per iniziativa dell’Unesco, che ha determinato e determina, ancora oggi, il baluardo per la vita e le condizioni di lavoro degli insegnanti di tutto il mondo. In Italia questa categoria non ha mai goduto di particolari privilegi e neppure di particolari riconoscimenti, ma credo che tutta la società, il mondo culturale e la “storia” debbano riconoscere, proteggere e “pagare” gli appartenenti a questa categoria che non hanno mai disdegnato di affrontare anche le più avverse condizioni, sempre e soltanto a favore dei propri discenti.