25 Novembre: data o slogan d’effetto?

Ogni 25 novembre si ricorda che le donne non devono essere maltrattate, violentate né verbalmente e né fisicamente. Il motivo per cui si indica la data del 25 novembre é perché è stata istituita con una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (la numero 54/134 del 1999). Ogni anno, da quella risoluzione, si proclama la libertà delle donne, di esserlo senza distinzione alcuna: ma davvero bisogna fissare una giorno preciso affinché tutti se ne ricordano? Chiunque si fa promotore della non violenza, ma i casi  aumentano in modo esponenziale generando sempre più notizie di cronaca nera e maggiore conoscenza anche di “nuove” modalità di aggressioni. Numerosi sono programmi televisivi, associazioni, gruppi di aiuto, centri anti violenza ma non si riesce a mettere un freno a questa piaga della nostra società: ancora dobbiamo assistere a fenomeni aberranti in cui le donne sono costrette a subire angherie per il “quieto vivere”, per “amore della famiglia”? Quante volte abbiamo ascoltato le testimonianze di sopravvissute che sopportavano proprio in nome di quei principi tanto nobili quanto letali? Quante volte abbiamo guardato le ricostruzioni delle tragedie facendoci accapponare la pelle che ci hanno portato a dire “come si fa? Impossibile”; eppure è sempre più possibile dover “convivere” con un male che è inguaribile e che si cerca di curare con leggi, slogan, iniziative, commemorazioni. Però bisogna, più di tutto, iniziare a cambiare prospettiva, a percepire tutto questo disastro come evitabile ma solo se tutti ricordassero che ogni giorno le donne vanno rispettate, sempre. Più educazione civica e meno astrattismi!

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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