130mila euro per farmaci oncologici, medico arrestato

Si sarebbe fatto pagare più di 130mila euro da un paziente, poi deceduto, per somministrargli farmaci oncologici salvavita gratuiti. I carabinieri hanno arrestato Giuseppe Rizzi, medico oncologo di 65 anni, originario di Bitonto e in servizio fino a circa un anno fa all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari. Al medico, che si trova agli arresti domiciliari, il pm Marcello Quercia contesta il reato di concussione aggravata e continuata in concorso con la compagna, l’avvocatessa Maria Antonietta Sancipriani. Oltre alla misura cautelare nei confronti di Rizzi i carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente del valore di 136 mila euro. In sede di perquisizione, nella sua abitazione, i militari hanno trovato reperti archeologici e denaro contante per oltre 1,9 milioni di euro, nascosto in buste e scatole per calzature. Il medico Giuseppe Rizzi, arrestato oggi perchè accusato di essersi fatto illecitamente pagare da un paziente per somministrargli un farmaco oncologico, era stato licenziato dall’istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari il primo marzo scorso “con licenziamento disciplinare senza preavviso proprio a causa dei comportamenti posti in essere nei confronti di un paziente oncologico e dei suoi familiari”. Lo rende noto il commissario straordinario dell’istituto, Alessandro Delle Donne, che esprime “un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per l’attività di indagine svolta, che ha permesso di accertare, anche nelle sedi giudiziarie, un fatto gravissimo, potenzialmente idoneo a gettare discredito sull’immagine dell’Istituto”. “L’Istituto Tumori – prosegue – esprime inoltre piena soddisfazione per la collaborazione con le forze dell’ordine e con l’autorità giudiziaria a cui la direzione strategica si era rivolta, fin da subito, per segnalare le gravi condotte che avevano già motivato il licenziamento disciplinare”. “Fatti di tale gravità – conclude Delle Donne – non devono succedere, mai, soprattutto nei luoghi in cui il patto di alleanza terapeutica fra medico e paziente deve fondarsi su un fortissimo rapporto fiduciario improntato all’etica deontologica e professionale”.

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