«Zes opportunità per il Mezzogiorno e la Basilicata»

“Le Zes sono l’ultima opportunità di competitività internazionale per il Mezzogiorno e la Basilicata, un’occasione per attrarre investimenti e costruire le condizioni di rilancio del nostro sistema produttivo, manifatturiero e occupazionale. È dunque una sfida che va colta fino in fondo. In particolare, la Zes Jonica (Puglia e Basilicata), per la quale da qualche tempo è stato nominato il commissario, è già nelle condizioni di avviare il Piano infrastrutturale e dare applicazione alle agevolazioni fiscali dando un segnale di immediata operatività”. Evidenziano i segretari generali della Basilicata Angelo Summa (Cgil), Enrico Gambardella (Cisl) e Vincenzo Tororelli (Uil) i quali aggiungono: “Secondo le anticipazioni della ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna saranno presto disponibili 600 milioni di euro, attingendo dal PNRR, per assicurare a queste aree opere di urbanizzazione primaria e di connessione alla rete stradale e ferroviaria, oltre alla previsione dell’innalzamento da 50 a 100 milioni di euro del tetto per il credito d’imposta a favore di investimenti da localizzare nelle Zes con l’estensione alle operazioni immobiliari. Se vogliamo rilanciare le nostre aree industriali strategiche, che vivono una fase di crisi legata alla transizione produttiva, bisogna fare presto e anticipare i processi di trasformazione industriale che sono in atto. Il ritardo nella programmazione potrebbe, infatti, vanificare la grande opportunità che abbiamo a disposizione. Per questo chiediamo con urgenza che l’assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo di convocare un tavolo di confronto allo scopo di definire subito un Piano di interventi e di investimenti per rendere competitive e attrattive le nostre aree industriali comprese nella Zes Jonica: dall’area industriale di Melfi, in cui c’è il più importante sito produttivo della nostra regione, alla Val Basento che, con il Centro internodale di Ferrandina e il collegamento con il porto di Taranto, ci consentirà di diventare una logistica strategica del Mezzogiorno. È dunque necessario – concludono – da parte delle istituzioni anticipare i tempi per prevenire le tante crisi industriali che interessano il nostro territorio e migliaia di lavoratori”.

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