E’ iniziato il Secondo Convegno Internazionale per i festeggiamenti del Millenario della fortificazione della Città di Melfi. “Melfi normanna: dalla conquista alla monarchia” è stato il tema della prima diretta streaming di ieri sulla pagina facebook del “Millenario di Melfi 1018-2018”, sul canale youtube e sulla pagina facebook del Comune di Melfi . Tra gli illustri relatori il Presidente del Comitato, Cosimo Damiano Fonseca, il sindaco di Melfi, Livio Valvano ed il Presidente del “Centro Europeo di Studi Normanni – Ariano Irpino”, Ortensio Zecchino.
Per il sindaco Livio Valvano “ fino alla fine del mese di febbraio la Città di Melfi ha l’onore di ospitare un rilevantissimo convegno internazionale di studio. Un approfondimento scientifico che offre almeno due elementi di particolare valore. In primis l’eccezionalità della partecipazione di 22 studiosi, autorevolissimi accademici di valore internazionale. Il secondo elemento è dato dalla centralità della città di Melfi nella rilevante fase storica della conquista dei Normanni in Italia, di maggiore interesse per la comunità locale e per chi in un modo o nell’altro è un ammiratore del nostro bellissimo territorio, del suo paesaggio e della sua gente. E’ questa la seconda tappa del cammino intrapreso con la costituzione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del millenario della fondazione della città fortificata di Melfi, 1018 – 2018. Un cammino che parte dall’emanazione del Decreto del Ministro dei Beni, Attività Culturali e del Turismo, n.566 del 20/12/2017 e che vede il contributo di illustri personalità. – “E’ una grande opportunità per Melfi e la Basilicata, un viaggio a ritroso nel tempo verso la Melfi nel mezzogiorno d’Italia oggetto di attenzione da parte degli “uomini del nord”, i Normanni. Un momento caotico della storia d’Europa e dell’Italia. L’Italia meridionale, naturale snodo tra l’Europa e l’Oriente, assumeva il ruolo di territorio strategico. Un ruolo capovolto quello del Sud del Paese rispetto al presente che ha probabilmente inciso nei suoi caratteri identitari, mantenendo nel suo dna culturale una maggiore vocazione cosmopolita. Mi piace pensare a un Sud del Paese diverso che anziché ra-ssegnarsi diventi capace di ri-assegnarsi nel futuro un ruolo altrettanto rilevante come accadde mille anni fa, superando le attuali barriere geografiche, politiche e infrastrutturali. Sarà nuovamente possibile spostare nell’Italia meridionale l’epicentro dello sviluppo guardando all’area del Mediterraneo, vivendo l’essere parte di una comunità internazionale come una grande opportunità anziché con il terrore di un rischio mortale, come qualcuno strumentalmente vuole farci credere. L’Europa che guarda al continente africano e al medio oriente come naturale area di sviluppo civile e sociale, comprendendone le diversità culturali che oggi rappresentano un rischio. Nella storia il Sud e, nel suo seno, la città di Melfi hanno giocato il ruolo di crocevia di eventi di particolare rilevanza per il successivo evolversi dell’organizzazione dei popoli sul territorio italiano ed europeo. Non possiamo certo adagiarci sull’idea di un passato che ciclicamente ritorna, ma possiamo studiarlo per comprenderne meglio le relazioni tra cause ed effetti, per mettere in circolo stimoli culturali – ha concluso Valvano – così da avere qualche strumento in più per iniziare a ipotizzare visioni e strategie per il nostro futuro”.
La prima relazione storica è stata affidata al Presidente del “Centro Europeo di Studi Normanni – Ariano Irpino”, Ortensio Zecchino: storico e politico italiano, specialista in storia del diritto medievale. Cofondatore e presidente (fin dal 1991) del Centro europeo di studi normanni ed è direttore delle collane Fonti e Studi sulla civiltà medievali dell’editore Laterza. Dal 2002 è presidente del comitato di redazione dell’Enciclopedia Federiciana, opera tematica dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (presso cui è stato anche membro del comitato scientifico interamente dedicata all’imperatore Federico II di Svevia).


