«Una settimana salva la vita»

di Giuseppe Demarzio, presidente di Sanità Futura

Sanità Futura chiede nell’immediato – entro questa settimana – il massimo impegno all’Assessore Fanelli affinché al lavoro col Dipartimento Salute e con le Aziende Sanitarie, possa dare tempestiva attuazione ai DDL 156 e 157, nonché alla Determinazione Dirigenziale N.394 del 13/10/2023 sull’accesso alle cure ambulatoriali 2023 per i pazienti oncologici (già sulle scrivanie delle ASL da settimane).

Il tempo non è una variabile neutra quando si sta perdendo “la propria salute”.

Tra le iniziative programmate dall’Associazione Sanità Futura, in questo difficile momento, si  preannuncia un grande “open day” delle strutture associate, in cui i pazienti potranno incontrare medici ed operatori, con l’invito esteso a tutti i politici Regionali.

L’occasione sarà favorevole per  informarli su quello che accadrà alle prenotazioni di fine anno e alla programmazione degli accessi sanitari per l’anno nuovo e successivi, con l’inatteso ma auspicabile intento di divulgare buone notizie magari per voce diretta dell’Assessore alla Salute Fanelli.    

Ogni volta che interpelliamo i cittadini sul tema delle liste d’attesa in sanità ci riferiscono di voler passare oltre per la paura di scoprire che se stessi o un proprio caro non potranno ottenere le cure necessarie a potersi curare, un diritto assoluto in una società che vuole definirsi civile.

Gli ambulatori privati accreditati sono dislocati su tutto il territorio Regionale e con la loro organizzazione sono potenzialmente in grado di garantire molte di quelle prestazioni inaccessibili negli ambulatori pubblici o, ancora peggio, in alcuni ospedali di regioni limitrofe che, per ragioni economico istituzionali, bloccano l’accesso ai pazienti lucani, come il caso Miulli.

Per tutto questo, non condividiamo affatto i toni “compiacenti” a mezzo stampa delle Associazioni dei laboratori d’analisi, in merito ai recenti DDL 155 e 156 ed al contrario giudichiamo la portata strategica degli stessi come “ingiusta”, “tardiva” ed “incompleta”. In ogni caso, questo non è più il tempo delle polemiche e tali provvedimenti, approvati da tutto il Consiglio Regionale lo scorso martedì 7 novembre in un’assemblea priva di numeri della maggioranza, che ha potuto contare sul senso di impegno delle correnti politiche di opposizione in una maratona di attività per nulla scontata, oggi sono comunque leggi operative. In un’aula rovente per altre questioni, le forti iniziative politiche, gli interventi promossi dei Consiglieri di opposizione, l’estemporanea discussione nelle commissioni, il voto conclusivo e l’intervento di tutti i Consiglieri (anche i pochi presenti della maggioranza) hanno reso possibile una sorta di “rimedio” che consentirà, ove reso attivo entro la settimana corrente, di dare risposte ai cittadini liberando posti sulle agende CUP e direttamente nelle strutture.

Con estrema chiarezza si sarebbe potuto fare molto di più, e Sanità Futura non rinuncia al pagamento delle prestazioni sanitarie erogate nell’anno 2022 ascritte in una sorta di compromesso ingannevole.  Ma se le parole dell’Assessore alla Sanità Francesco Fanelli in Consiglio Regionale e sulla stampa trovassero piena attuazione, la popolazione dei pazienti se ne accorgerebbe immediatamente poiché le strutture  trasferirebbero le agende e gli appuntamenti destinati al regime privato (quelli con costi per i pazienti) sulle agende in soccorso del Sistema Sanitario Regionale, andando ad anticipare gli appuntamenti differiti sul 2024. Il nostro auspicio è che tutto ciò accada soprattutto nell’interesse del diritto alla salute.

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