Tutte (o quasi) le bugie di Bardi sul bonus gas

di Roberto Cifarelli, capogruppo PD nel Consiglio regionale della Basilicata

Siamo a un anno dall’approvazione della Legge Regionale “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano”, ribattezzata frettolosamente “gas gratis a tutti i lucani” come ancora oggi il Presidente Bardi e l’Assessore Latronico chiamano precipitosamente commentando i risultati secondo loro fin qui conseguiti. Il bonus gas è certamente una misura utile, ma non è tutto oro ciò che luccica.

E’ arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza e “smontare” la propaganda messa in campo ad arte dal centrodestra in questi mesi.

La prima bugia di Bardi riguarda proprio quel “tutti i lucani” a cui si sarebbero rivolti con l’approvazione della legge. Tutti non sono perché sono rimaste fuori circa 25.000 famiglie le cui abitazioni non sono allacciate alla rete gas. Oltre il 15% della popolazione non beneficia di alcun contributo alle spese energetiche; e la cosiddetta misura per i “non metanizzati” ha finanziato fino ad ora circa 1.000 domande, pari al 4% delle abitazioni di famiglie senza allacciamento alla rete gas, e certamente non di quelle che vivono nel disagio economico.

Bardi aveva detto con enfasi che la misura sarebbe stata automatica per evitare mediazioni ed intermediazioni politiche o burocratiche. E questa è la seconda bugia, perché, lo ricordiamo tutti, non solo i cittadini sono stati gettati nello scompiglio perchè hanno dovuto procurarsi il famigerato SPID per produrre domanda, ma, oltre ai patronati, addirittura alcuni partiti di centro destra si sono offerti di aiutare i cittadini a fare la domanda. 

Terza bugia, la molecola non è gratis. E non poteva esserlo se non a costo di provocare un buco di bilancio. Al 30 settembre, con buona pace anche delle associazioni dei consumatori che in questi mesi hanno provato a “stare sulla palla” per dare conto ai cittadini che protestavano nel vedersi recapitare bollette esose, con il termine dell’anno termico saranno effettuati i conguagli e potremo  finalmente capire a quanto ammonta per ciascun cittadino/utente l’ammontare del beneficio. Si, perché lo stesso Bardi all’atto dell’approvazione della manovra di bilancio 2023/25 con chiarezza disse che l’ammontare dello sconto, perché di questo si tratta, è pari a quanto la Regione incassa dalle compagnie petrolifere per la vendita del gas sul mercato dei Paesi Bassi, che è certamente inferiore al prezzo del gas praticato dalle singole società con le quali i cittadini hanno stipulato un contratto.

La legge prevede (art. 1 comma 1) “la erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti nella Regione Basilicata, delle pubbliche amministrazioni regionali, esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate, e degli enti locali regionali”. Quindi, molecola gratis per i cittadini, ma anche per le pubbliche amministrazioni, e questa è la quarta bugia, perché fino ad ora i comuni, così come gli enti sub regionali, non hanno ancora visto rimborsato un solo metro cubo di gas. E ciò avviene mentre la Regione non finanzia il Fondo per gli Enti Locali e non finanzia i Piani Sociali di Zona, cioè gli interventi a favore di disabili, anziani, famiglie fragili con minori e minori non accompagnati.

Si aggiunga, e questa è la quinta bugia, che nonostante gli impegni assunti solennemente, sia con legge che attraverso ordini del giorno, le imprese non hanno avuto alcun sostegno reale ed immediato per contenere gli aumenti delle loro bollette, ed intanto mentre parte dei lucani “godono” di un qualche beneficio in bolletta, contemporaneamente perdono il lavoro. L’esempio Stellantis valga per tutti. 

Questa, ha ripetutamente dichiarato Bardi, non è una misura elettoralistica o di propaganda. Viste le ripetute dichiarazioni trionfalistiche e addirittura l’acquisto di pagine sulla stampa e tv locale per esaltare i risultati, questa è la sesta bugia, la più innocua se vogliamo.

Infine c’è una settima bugia, che comunque non esaurisce il panel delle menzogne. Bardi e Latronico alle rimostranze del centrosinistra che sostiene che la misura si poteva fare meglio, rispondono con un laconico “perché non lo avete fatto prima”. Non è stato fatto prima semplicemente perché non si poteva. Gli accordi con Eni sono scaduti nel 2019, e quindi solo dopo quella data si potevano rinegoziare gli accordi. Gli accordi del 2004 con Total, invece, prevedevano già la cessione del gas alla regione, ma l’avvio delle estrazioni a Tempo Rossa è avvenuto nel 2019. Insomma solo dal 2019 in poi sarebbe stato possibile mettere in campo una misura di tal genere. Ed infatti il Partito Democratico, proprio per spronare il Governo regionale ad operare in tal senso, in coincidenza con l’inasprirsi del prezzo del gas per l’avvio della guerra in Ucraina, fu promotore di una apposita raccolta di firme a dimostrazione che una misura di contenimento dei costi energetici andava approvata.

Insomma, Bardi e Latronico con la propaganda provano a coprire il vuoto prodotto da loro in questi quattro anni e mezzo di governo, sulla sanità, sul lavoro, sul welfare, in agricoltura, sui trasporti. Ma, come si vede, sono costretti a mentire per rendersi credibili agli occhi dei lucani, che, sono convinto, nella prossima primavera non si faranno “stordire” dall’odore del gas.

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