Troppe dosi di vaccino per pochi Paesi

Metà delle dosi del vaccino contro il coronavirus è stata prenotata dai paesi più ricchi, che hanno il 14 per cento della popolazione mondiale: per gli altri è un problema.

La maggior parte dei paesi più ricchi del mondo ha prenotato milioni di dosi dei vaccini contro il coronavirus alle aziende farmaceutiche che li producono, e questo potrebbe avere conseguenze sulle dosi a disposizione dei paesi più poveri. Secondo alcuni studi, mentre i cittadini degli Stati Uniti o dell’Unione Europea potrebbero essere vaccinati entro il 2021, nello stesso arco di tempo molti altri paesi potrebbero riuscire a vaccinare al massimo il 20 per cento della loro popolazione. Il New York Times ha fatto un’analisi dei dati relativi ai contratti per la fornitura dei vaccini stipulati da diversi paesi, raccolti dalla Duke University (del North Carolina), da Unicef e dalla società di analisi di dati scientifici Airfinity. Se tutte le dosi che sono state prenotate dai paesi più ricchi fossero consegnate, entro l’anno prossimo l’Unione Europea potrebbe vaccinare tutti i suoi abitanti due volte e il Regno Unito e gli Stati Uniti quattro volte. Inoltre secondo un rapporto dell’organizzazione People’s Vaccine Alliance, che raduna associazioni come Amnesty International, Oxfam e Global Justice Now, i paesi ricchi o con economie forti, che rappresentano il 14 per cento della popolazione globale, hanno comprato il 53 per cento dei vaccini più promettenti. Dal momento che i paesi ricchi hanno fatto tutte queste scorte, il 90 per cento della popolazione dei paesi poveri potrebbe non avere accesso ai vaccini con la stessa tempestività: almeno 67 dei paesi più poveri riuscirebbero a vaccinare solo una persona su 10. Per dare l’idea, in cinque di questi 67 paesi – Kenya, Myanmar, Nigeria, Pakistan e Ucraina – sono stati accertati in totale un milione e mezzo di casi di coronavirus. Come ha spiegato Steve Cockburn, responsabile che si occupa di economia e giustizia sociale per Amnesty International: «L’accumulazione di scorte di vaccini contribuisce a mettere a rischio gli sforzi globali per assicurare che tutti possano essere protetti dal Covid-19, ovunque».