Se Parigi val bene una messa…il turismo in Basilicata va oltre!

di asterisco

Ci riempie di gioia sincera la definizione della nostra terra: “Amore lucano. Una regione in cui viaggiare con il cuore” quale protagonista della XXIII edizione Festival Il libro possibile che si terrà nei prossimi giorni a Polignano a mare. A voler prendere alla lettera tali parole forse è il cuore, il solo mezzo virtuale che potrebbe permetterlo. Nella realtà le numerose pubblicazioni turistiche che ci si affanna a presentare nelle varie kermesse a giro per l’Italia ne sono la prova evidente, scritte raffazzonando testi che appartengono semmai alla narrativa fantastica di un mondo inesistente e che delude nella sostanza il volenteroso turista in cerca di emozioni visive e coinvolgenti.

Un turismo che si definisce tale necessita di strutture idonee, collegamenti appropriati e servizi ricettivi che purtroppo, fatte alcune debite eccezioni, sono manchevoli, hanno solo una realtà mediatica sempre più invasiva e ingannevole. Si aggiunge poi la non sempre fattiva e sinergica collaborazione di enti locali e associazioni varie nella rincorsa a ottenere finanziamenti e l’uso inappropriato che ne viene fatto.

Si provi a spostarsi in Basilicata, ammesso che se ne abbiano i mezzi, per averne la conferma, non è di certo bastevole il cuore per digerire i tanti disservizi, siamo una regione attrattiva, una volta recitato l’atto di fede di sentirsi lucano, tutto rientra nella regola, una regione piccola ma con un numero di Parchi Naturali, superiore in numero ad altre regioni italiane.

Bellezze naturalistiche ineguagliabili che aspettano solo di essere scoperte, illudendo i malcapitati fruitori, siano essi forastieri o nativi, a meno che non si accontentino dei tanti declamati attrattori turistici di dubbio gusto a scapito del paesaggio naturalistico esistente in loco. Ammirare i paesaggi a giro d’orizzonte dai tanti crinali appenninici è ben altro che girare la Basilicata come se ci si trovasse nei territori tibetani, o peggio frequentare assurdi parchi dell’avventura o alpinismo d’altura. Ci si vanta di primati in fatto di strutture turistiche, che sottaciamo per carità di patria, ma si sprecano risorse finanziarie, e perché no europee, che potrebbero essere impiegate in tutt’altra maniera. Vizio endemico della classe politica nostrana!