Un morto ogni 42 ammalati. Questo il tasso di letalità apparente, ovvero il rapporto stimato per ora tra decessi e contagi, della pandemia di Covid-19 in Italia. O almeno, questa la cifra cui si arriva incrociando i dati sulle vittime censite dalla Protezione Civile con quelli dell’indagine di sieroprevalenza condotta dall’Istat e dal ministero della Salute, in attesa della letalità reale che ci arriverà solamente a fine epidemia nel nostro paese. La regione con il tasso di letalità più alto è l’Emilia Romagna (3,43%). Mentre in Basilicata non si è andati oltre allo 0,64%. La Lombardia, una delle regioni più colpite, presenta un tasso di letalità del 2,27%. Fin qui i numeri. Numeri che, però, richiedono diverse precisazioni. Intanto l’indagine di sieroprevalenza, che ha coinvolto 64.660 persone cui è stato fatto un esame del sangue alla ricerca di anticorpi contro il Sars-CoV-2. Sulla base di questi dati, Istat ha calcolato in 1.482.377 gli italiani che sono entrati in contatto con il virus.

