Sanit. Manifestazione per il diritto alla salute. L’Unità di crisi chiama a raccolta lavoratori e pazienti

Di nuovo in piazza per il diritto alla salute. L’Unità di crisi sanitaria Basilicata “non ha intenzione di demordere e sa che presto si potrebbe chiudere in maniera positiva un lungo periodo di battaglie”. Per questo motivo, in un momento così cruciale e importante per le sorti della sanità lucana e delle strutture private accreditate, il portavoce dell’Unità di Crisi, Michele Cataldi, ha annunciato una manifestazione di piazza in concomitanza del prossimo Consiglio regionale.

Martedì 16 maggio, a partire dalle 10.30, le strutture che aderiscono all’Unità di crisi, con il Sindacato, i propri dipendenti e i propri pazienti si riuniranno a Potenza, davanti al palazzo della Regione, in concomitanza della seduta del Consiglio che sarà dedicata al bilancio regionale. “Le decisioni che avverranno durante la seduta consiliare potrebbero avere importanti ripercussioni sulla sanità della nostra Regione. 

La manifestazione, promossa dall’Unità di crisi sanitaria  e appoggiata dalle associazioni di categoria Sanità Futura e ASPAT Basilicata che raccolgono la maggior parte delle strutture sanitarie accreditate lucane, hanno deciso di presenziare davanti alla Regione – spiega Cataldi – poiché il Consiglio regionale  previsto per tale data, in base all’approvazione o meno dell’emendamento alla legge di bilancio proposto dall’Unità di crisi, decreterà la vita o la morte di oltre 300 lavoratori e delle loro famiglie, la possibilità di continuare ad esistere o meno per molti dei centri accreditati e, pertanto, la possibilità o meno per i cittadini lucani di poter continuare ad usufruire dei servizi sanitari di tali strutture attraverso il Servizio sanitario regionale”.

“L’Unità di Crisi Sanitaria della Basilicata – aggiunge  Cataldi – ha già consegnato a tutti i consiglieri una proposta di emendamento affinché venga approvata nella prossima legge di bilancio regionale: si tratta di una importante occasione rapida, risolutiva, a costo zero ed effetto immediato per salvare la vita di tante strutture e il diritto alla salute di tutti i lucani”.

“La proposta, che diversi consiglieri hanno già dichiarato di presentare durante il prossimo Consiglio, come già più volte abbiamo rappresentato si basa su tre pilastri:

– rendere immediatamente utilizzabili tutte le risorse di cui alle leggi nazionali (decreto Balduzzi e decreto milleproroghe – liste di attesa);

– conseguente rapida rideterminazione dei tetti di spesa da assegnare alle strutture sanitarie accreditate come diretta conseguenza delle maggiori risorse del “Balduzzi”;

– definizione in tempi certi dei fabbisogni di assistenza (qualsiasi utilizzo delle risorse disponibili, così come previsto dalla normativa nazionale, non può prescindere dalle reali necessità dei cittadini);

Il 16 maggio quindi il Consiglio ha la possibilità di imboccare un percorso che potrebbe portare finalmente ad una soluzione definitiva di una vicenda che dura da mesi e che ha provocato grandi danni ad aziende, lavoratori e pazienti di tutta la Regione.

“Per questo motivo, martedì, dinanzi al palazzo in cui vengono prese scelte che riguardano tutti noi – dice Cataldi – dimostreremo con la nostra presenza pacifica, che la Basilicata e i suoi cittadini vogliono una sanità che sia veramente calibrata su misura delle reali esigenze dei pazienti e non legata a logiche partitiche, di potere e di interessi personali.

La nostra presenza durante la seduta del Consiglio servirà a incoraggiare, ma anche controllare, l’operato di coloro che rappresentano i lucani, certi che se saranno favorevoli prenderanno una decisione che porterà beneficio a tutto il complesso sistema della sanità della Basilicata”.

“Quella di martedì, sarà una manifestazione pacifica ma molto sentita da operatori e pazienti – afferma Cataldi -l’augurio è che si tratti finalmente dell’ultimo atto del genere di una vicenda che da troppo tempo ha gravato sulla vita delle strutture e dei cittadini lucani. È per questo che chiediamo a tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della sanità di questa Regione, di scendere in piazza con noi e far sentire alle istituzioni la voce di chi lotta per il diritto alla salute proprio e dei propri cari”.

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