Salvia di L.: gole del Vallone del Tuorno tra cascate e salti d’acqua (video)

Il Vallone del Tuorno è tra i luoghi più selvaggi e meno conosciuti della Basilicata. Il torrente Tuorno scorre in basso alla gola profonda oltre 100 metri. L’acqua ha disegnato il letto del fiume addolcendo la roccia e creando 6 cascate alcune alte 22 metri e di cui solo due visibili in escursione. Le altre 4 sono raggiungibili con attrezzatura da torrentismo accompagnati da persone esperte. Il Vallone del Tuorno, nel territorio di Salvia di Lucania-Savoia di Lucania, è un’area Sic d’interesse comunitario tutelata per la presenza di un importante ecosistema di fauna e flora creatosi grazie alle condizioni particolari del luogo.
Il paesaggio del Luceto conserva al suo interno millenari stalattiti e stalagmiti, sorgenti di acqua solforosa e perfino una traccia dell’antica sapienza contadina: ‘lu mulniedd’, un vecchio mulino ad acqua.
Stalattite: concrezione calcarea, generalmente a forma di colonna o di cono capovolto, che pende dalle volte delle caverne di origine carsica;
stalagmite: concrezione calcarea, generalmente di forma conica o colonnare, che si erge dal pavimento delle caverne di origine carsica, formata dal deposito calcareo contenuto nelle gocce d’acqua che stillano dal soffitto evaporando con grande lentezza.
C’è umidità, per questo il verde delle foglie è così lussureggiante, la luce naturale fatica ad illuminare una natura, lasciata in ombra.
Giunti al torrente, affluente del fiume Melandro, un sentiero in discesa e, poi, per un tratto nel letto del torrente stesso, attraverso pozze e piccole rapide.
Si fa insistente il ripetersi di un suono, sempre più vicino. Agli abitanti del borgo ha ricordato il rimbombo di un tuono e da qui il nome Cascate Vallone del Tuorno, che dal dialetto lucano si traduce, appunto, tuono.
L’area naturalistica de “Il torrente Tuorno”, uno degli affluenti del fiume Melandro. Dal punto di vista geologico il Vallone costituisce una vera e propria sezione geologica naturale dove possono essere osservati in dettaglio i rapporti di sovrapposizione tra la Piattaforma Appenninica e il Bacino Lagonegrese. Si tratta di un’area naturalistica di notevole interesse, in quanto, oltre al suono delle acque in caduta, presenta secolari cerri, sorgenti di acqua minerale, una sorgente sulfurea, stalattiti e stalagmiti, scivoli, laghetti, vasche, un vecchio mulino ad acqua immerso nel verde. Il bosco Luceto si estende su una superficie di 70 ettari a un’altitudine compresa tra i 400 e gli 800 metri, ed è composto in larga parte da cerri e carpini. Il parco inoltre è dotato di un’area pic nic.

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