Rinnovato il contratto nazionale del settore energia e petrolio

Nella serata di ieri Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Confindustria Energia hanno siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore energia e petrolio. Il testo, scaduto il 31 dicembre scorso, interessa più di 40 mila lavoratori a livello nazionale, mentre in Basilicata sono circa 600 gli addetti interessati al rinnovo contrattuale, prevalentemente impiegati negli impianti di Eni e Total. L’aumento complessivo sarà di 235 euro nel triennio. L’intesa prevede infatti un aumento medio sui minimi di 215 euro (categoria 4.3) diviso in tre tranche: 60 euro da luglio 2022; 65 euro da luglio 2023; 90 euro da giugno 2024.

Il valore economico del rinnovo è di 235 euro (pari al 9% dell’inflazione), di cui 215 sui minimi a cui si sommano ulteriori 20 euro mensili che vengono consolidati sugli stessi minimi in alternativa al trasferimento sull’Edr per effetto del meccanismo di verifica degli scostamenti inflativi. Il montante complessivo calcolato sui 215 euro è pari a 4.275 euro. I 20 euro consolidati sui minimi sviluppano retribuzione per ulteriori 700 euro. Infine, 6 euro saranno aggiunti all’Edr, che passerà da 25 a 31 euro.

Per quanto riguarda la parte normativa, particolarmente significativi sono il rafforzamento, l’innovazione e la ripartenza del sistema di valutazione dell’apporto individuale (CREA), che concorre ad aumentare il salario contrattuale. Sul tema della salute e sicurezza, la novità è rappresentata dal consolidamento della figura del rappresentante alla sicurezza di sito. La sperimentazione in alcuni siti pilota realizzata nel vecchio contratto ha segnato un passo avanti nella cultura della sicurezza, confermando questa buona pratica a livello contrattuale nazionale.

La formazione, sia individuale che collettiva, avrà nel prossimo triennio un incremento di ore finalizzate allo sviluppo, da una parte della crescita professionale e del potenziamento della job position (upskilling) e dall’altra dell’acquisizione di nuove competenze per la reimpiegabilità (reskilling). Infine è previsto il miglioramento del meccanismo di maturazione delle ferie per i dipendenti con anzianità di servizio pari a 7 anni. L’intesa sarà ora presentata ai lavoratori che dovranno approvarla nelle assemblee.

Per il segretario generale della Femca Cisl Basilicata Francesco Carella “questo rinnovo contrattuale mette in campo gli strumenti economici e normativi per affrontare in modo opportuno e socialmente sostenibile la transizione energetica riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dai lavoratori. I prossimi saranno anni all’insegna di una sempre più marcata diversificazione delle fonti energetiche e dentro questo processo la Basilicata può giocare un ruolo di primo piano con le sue risorse e il suo know-how. Ora si lavori con la Regione e con le compagne petrolifere per nuovi investimenti e nuove opportunità di lavoro per i disoccupati lucani”.

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radionoff
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