«Regione Basilicata incagliata sulle nomine in sanità. Non sono più tollerabili ritardi»

di Giuliana Pia Scarano, Segretaria generale Fp Cgil Potenza

La sanità lucana va a picco e mancano anche i comandanti che possono provare a salvarla riprendendo la rotta. Era il 27 giugno 2022 quando, in seguito alle nostre segnalazioni  alla Procura della Corte dei Conti e all’Anac relativamente alla incumulabilità del trattamento pensionistico con la retribuzione, si dimise dalla guida dell’Asp Gianpaolo Stopazzolo. A distanza di ben otto mesi siamo ancora in una fase di reggenza ad interim. Era il 18 ottobre quando la giunta regionale prese atto delle dimissioni dalla guida dell’Irccs Crob del direttore generale, dopo una lunga assenza per motivi di salute. L’Irccs, nel frattempo, aveva già perso altri pezzi della sua direzione strategica, con le dimissioni a maggio del direttore sanitario e a settembre del direttore scientifico.

La Regione, pur in presenza di una rosa di candidati cui poter attingere per la nomina di un nuovo direttore generale, sceglie la strada del commissariamento del Crob, accorgendosi che è necessario garantire all’istituto una “concreta direzione”, individuando quale miglior soluzione quella di dare un doppio incarico alla direttrice generale dell’Asm, che come Cgil avevamo più volte attenzionato per le tante disfunzioni della sanità materana e il bilancio in perdita. Tra le tante perplessità espresse, anche la difficoltà ad esercitare appieno le funzioni che competono a un direttore generale che, nel caso specifico, si è trovato a dirigere e rappresentare le istanze di due diverse aziende dello stesso servizio sanitario regionale, un’azienda sanitaria e un istituto di ricerca, tra l’altro geograficamente distanti. Dalla sua nomina all’Asm la direttrice Pulvirenti, tra l’altro, ha collezionato in meno di due anni quattro nomine di direttori amministrativi, perseverando, anche con l’ultima nomina, quella di Marcello Tricarico, in scelte non supportate, a nostro avviso, dalla sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalle norme.

E nel mentre scorre questa sequenza di fotogrammi in un silenzio raccapricciante, siamo ancora in attesa della definizione delle procedure di nomina per l’incarico direzionale dell’Asp e del Crob, pubblicato il  28 ottobre, con una successiva riapertura dei termini sino al 7 gennaio. A ben due mesi, ancora attendiamo gli esiti della procedura, con i colloqui che, a quanto trapela, si svolgeranno la prossima settimana.

Che la sanità lucana soffra di innumerevoli problemi che giornalmente denunciamo non è una novità per nessuno, come non è un mistero che per farla funzionare al meglio sia necessario avere alla guida delle aziende sanitarie direzioni strategiche pienamente legittimate e con quelle competenze che garantiscano quella visione e prospettiva necessarie per risollevare il nostro sistema sanitario regionale.

Non è più ammissibile dilatare i tempi e utilizzare la sanità, che appartiene a tutti i lucani, quale campo di posizionamento strategico: la sanità lucana, recentemente bocciata nel monitoraggio sui Lea del ministero della Salute in due delle tre macro-aree, ovvero prevenzione e assistenza ospedaliera, e con una mobilità passiva aumentata esponenzialmente negli ultimi due anni, raggiungendo i 51 milioni di euro, da unica regione del sud a non essere mai stata commissariata sta vivendo una delle stagioni più buie della sua storia. Non sono più tollerabili ritardi e tentennamenti. A fronte anche delle denunce agli organi competenti fatte dalla Cgil in questi anni, chiediamo che la Regione faccia presto e che le nomine rispondano ai requisiti di legittimità e competenza, a garanzia del fondamentale diritto alla salute dei lucani.

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