«Processo Pittella, nessun personalismo»

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Cgil

Il tentativo che si fa in queste ore, all’esito della notizia dell’assoluzione dell’ex presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella dalle accuse di abuso d’ufficio e falso ideologico nella nomina del commissario dell’ospedale San Carlo avvenuta nel 2018,  di personalizzare la denuncia da cui è scaturito il procedimento penale nei confronti dei vari imputati, attribuendola alla persona dell’ex segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa, è assolutamente sbagliato e improprio. 

La scelta di procedere sul piano giudiziario dopo inutili tentativi di fermare un commissariamento ad avviso della Cgil infondato perché privo dei presupposti previsti dalla norma (legge 39 del 2001), fu all’epoca largamente condivisa da tutto il gruppo dirigente che tutt’ora rivendica quella decisione. 

Pertanto è bene mettere in chiaro che Angelo Summa, in qualità di segretario generale della Cgil Basilicata, ha agito in virtù della funzione rivestita e del mandato ricevuto dall’intero gruppo dirigente.

La Cgil di Basilicata denunciò prontamente, presso tutti gli organi competenti, i profili di illegittimità della scelta del commissariamento compiuta in assenza dei relativi poteri, segnalando le nomine effettuate a nostro avviso in contrasto con i divieti posti dalle norme, senza peraltro nessun giudizio sul profilo o sulla qualità dei nominati. La Cgil, senza alcun personalismo nei confronti nè del commissario nè tantomeno dell’allora presidente Pittella, sollevò questioni che attenevano esclusivamente al rispetto della legge e delle norme che sovraintendono le nomine dei direttori nella sanità. Questi i fatti. Nessun “processo” è stato portato avanti da questa organizzazione sindacale, rimettendo agli organi giudiziari il dovere e il compito di verifica e intervento, così come di fatto è avvenuto. Compito del sindacato era, è e sarà, agire a tutela e garanzia dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.

È evidente che Pittella col suo commento personalizza una questione che era e resta di tutt’altro livello.  “A mandarlo sotto processo”, riprendendo le sue parole, è stato un giudice che ha ritenuto meritevole dell’esame di un Tribunale la richiesta di rinvio a giudizio presentata da un pubblico ministero.

Quanto alla sentenza occorre attendere la pubblicazione delle motivazioni per esprimere un’opinione pertinente.

radionoff
radionoff
Articoli: 9707