#Poesia. Celan: l’anima di fuoco nella lingua infranta (video)

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Paul Celan, nato Paul Antschel, è stato un poeta e traduttore rumeno di lingua tedesca. Nacque il 23 novembre 1920 a Cernăuți, una città all’epoca appartenente alla Romania (oggi parte dell’Ucraina) e di lingua predominante rumena, ma con una significativa comunità di lingua tedesca. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Celan fu deportato in un campo di lavoro nazista, e questa esperienza influenzò profondamente la sua poesia.

Celan è noto soprattutto per la sua poesia sperimentale, spesso caratterizzata da una complessità linguistica e una profondità tematica. Le sue opere affrontano spesso temi come la memoria, l’identità e il trauma dell’Olocausto. Celan ha contribuito in modo significativo alla letteratura tedesca del dopoguerra e ha influenzato numerosi poeti successivi.

La sua vita, segnata dalle esperienze traumatiche della guerra e dell’Olocausto, si riflette profondamente nella sua poetica, che è caratterizzata da una profonda riflessione sulla lingua, sulla storia e sulla condizione umana. Celan si suicidò nel 1970 a Parigi, lasciando un’eredità poetica di grande rilevanza e complessità.

Il titolo sottolinea la dualità della poetica di Celan: da un lato, la fiamma interiore della sua passione e della sua ricerca di significato e, dall’altro, la difficoltà e la complessità di esprimersi in una lingua, il tedesco, che portava i segni indelebili della storia.

Gianfranco Lotito
Gianfranco Lotito
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