Con riferimento alla questione Cotrab, esitata nella condanna del suo Presidente Giulio Ferrara per gravi reati ai danni di una lavoratrice, la Consigliera regionale di parità comunica di avere provveduto ad inviare a Cotrab ed a Sita Sud idoneo atto di diffida. Con detto atto è stato richiesto di comunicare quali azioni siano state poste in essere a tutela della dipendente tali, comunque, da scongiurare qualsivoglia contatto e/o interazione con il prefato Ferrara. “Nonostante il mio Ufficio non fosse stato interessato direttamente dalla lavoratrice, dichiara la Consigliera di parità Pipponzi, tale intervento si è reso necessario in quanto la notizia della condanna del Ferrara e delle condotte discriminatorie poste in essere ai danni di una lavoratrice, mi ha consentito di effettuare gli opportuni approfondimenti, così da inquadrare la vicenda nell’ambito delle competenze proprie dell’Ufficio della Consigliera di parità, come prescritto dal d.lgs 198/2006”. “Auspico che l’azienda metta in essere immediatamente tutti gli accorgimenti necessari, anche contrattualmente previsti, affinché la lavoratrice sia tutelata e messa in sicurezza, conclude Pipponzi; è fondamentale infatti che la dipendente in nessun caso possa trovarsi in una condizione di subordinazione diretta e/o indiretta con il Ferrara. Seguiranno, come per legge, i connessi accertamenti diretti anche con l’ausilio dell’Ispettorato territoriale del lavoro”. Una condanna in via definitiva a 2 anni e 6 mesi per violenza sessuale su una propria dipendente e, poi, anni dopo, la conferma al ruolo di presidente di un Consorzio di aziende, tra cui la stessa per la quale ancora oggi lavora la vittima di abusi, nonostante le polemiche e nonostante la richiesta di dimissioni arrivata da più parti, sindacati e esponenti politici. È bufera attorno alla figura di Giulio Ferrara, ex direttore della Sita, azienda di trasporti con diverse sedi, tra cui una lucana, rieletto, tra le polemiche, presidente del Cotrab, il consorzio delle aziende di trasporti della Basilicata. La vicenda è complessa, e, nella Regione, va avanti da anni. Ma è con l’ultimo voto, che lo conferma in carica, messo a verbale il 20 agosto, che si sono riaccese le proteste: online è stata lanciata una petizione per destituire Ferrara, arrivata in meno di 24 ore a oltre 15mila firme, e anche i senatori del Movimento 5 stelle, che già con il loro consigliere Lucano, Gianni Leggieri, avevano paventato il rischio di una riconferma al vertice, hanno annunciato battaglia, promettendo un’interrogazione parlamentare. Intanto dalla Regione i fronti sono divisi: da una parte il Comitato per le pari opportunità ha preso le distanze dalla nomina, definendo la rielezione un “segnale preoccupante“, mentre l’assessora ai trasporti, Donatella Merra, con un comunicato ha fatto sapere di essere “l’ultima a dover intervenire sulla questione”, di non poter quindi “abbandonarsi a una semplice caccia alle streghe” né “avallare posizioni, sebbene assolutamente vicine alla sua più profonda sensibilità, ma che nulla hanno a che fare con il ruolo della istituzione che rappresenta”.

