Per difendere la “Patria Europa” armiamoci e partite

L’Europa deve armarsi o no? L’Europa che cosa deve o dovrebbe fare? A queste domande avrebbero dovuto rispondere i politici, i partiti, i saggi dell’”informazione specializzata” e invece… non risponde nessuno.

Il bailamme è sempre più rumoroso, si dice tutto e il contrario di tutto e in alcuni momenti sembra che sia in atto il preludio di una comica “commedia all’italiana”.

Parafrasando Pirandello ci sembra di trovarci di fronte a tanti personaggi in cerca di “visibilità”, ma ci torna alla mente anche Giambattista Vico con i suoi corsi e ricorsi storici ma soprattutto ci torna alla mente una poesia di Trilussa, scritta in romanesco che, in questo “momento storico”, mi sembra la più consona con ciò che l’Italia, l’Europa e il Mondo stanno vivendo.

Qui, è riportata la poesia che Trilussa inserì in una raccolta di poesie pubblicare nel 1923 dal intitolo LUPI E AGNELLI.

A questa poesia non è stata acclusa nessuna ”traduzione” o “nota esplicativa” perché ritengo che, se qualcuno non la capisce, è perché non la vuole capire.

EL LEONE E ER CONIJO

Un povero Conijo umanitario

Disse al Leone: – E fatte tajà l’ogna!

Levete quell’artiji! È na vergogna!

Io, come socialista, so contrario

A qualunque armamento che fa male

Tanto a la pelle quanto all’ideale.

Me le farò spuntà… – disse el Leone

pe’ fasse benvolé dar socialiata:

e agnede di filato da un callista

incaricato de l’operazione.

Quello pijò le forbice, e in du bòtte

Je fece zompà l’ogna e buona notte.

Ècchete che er Conijio, er giorno appresso,

ner vede un Lupo co’ l’Agnello in bocca

dette l’allarme: – Olà! Sotto a chi tocca! –

el Leone je chiese: – E ch’è successo?

– Corri! C’è un Lupo! Presto! Daje addosso!

– Eh! – dice –  me dispiace, ma nun posso.

Prima m’hai detto: levate l’artiji,

e mò me strilli: all’armi!… E come vôi

chii s’improvvisi un popolo d’eroi

dov’hanno predicato li coniji?

Adesso aspetta, caro mio; bisogna

Che me dài tempo per rimette l’ogna.

Va’ tu dal Lupo. Faje perde er vizzio,

e a la più brutta spàccheje la testa

coll’ordine der giorno de protesta

ch’hai presentato all’urtimo comizio…

– Ah, no! – disse er Conijio – Io so’ fratello Tanto del Lupo quanto dell’Agnello.

Rude Clava
Rude Clava
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