Paesologia… scrittura creativa… o solo esibizionismi culturali?

di asterisco

Nel panorama letterario di tutti i tempi il lemma narrativa definisce in maniera completa tutto l’insieme di testi generati dalla fantasia creativa di uno scrittore. Nonostante il mondo dei classici ci abbia da sempre fornito esempi chiari, oggi si tenta di seguire una moda nata oltre oceano nei primi decenni del Novecento. Il più delle volte, solo semplici differenziazioni linguistiche ammantate di banalità, inutili truismi che nelle calde serate estive animano dibattiti e paludate conversazioni nei nostri borghi reali o invisibili, amicali presentazioni di libri e pretese ammiccanti di originalità creative non sempre evidenti, infarcite di elaborate disquisizioni di carattere letterario.

La scrittura di un testo è già di per sé un fatto creativo, indipendentemente dal genere letterario in cui si colloca, può essere il frutto della fantasia e immaginazione dell’autore unito a ciò che si vuol trasmettere al lettore, attraverso la sua narrazione.

Non certo può definirsi scrittura creativa un qualsiasi cartello affisso da qualche parte, diversamente da un cartello pubblicitario in cui gioca un ruolo importante non solo il testo ma anche l’immagine associata e che implica di sicuro una componente creativa!

La scrittura per quel che esprime obbedisce necessariamente ai canoni dell’estetica nel suo significato originario, aggiungere alla sua semantica orpelli aggettivanti inutili non ha alcun senso. Solo per fare alcuni nomi: da Luciano a Cyrano de Bergerac, da Rabelais a Cervantes, da Swift a Orwell e Calvino si sono susseguite opere letterarie, in epoche temporali diverse, di ben altro spessore culturale che potrebbero aiutare a capire cosa sia nell’arte della scrittura la creatività originale di cui tutti parlano, ma della quale non se ne intravvede il benché minimo segno!