Oggi in Germania si vota per rinnovare il Parlamento

Oggi ci saranno le elezioni politiche in Germania per rinnovare il Bundestag, il parlamento federale tedesco, il quale eleggerà poi il nuovo cancelliere, cioè il capo del governo. Sono le elezioni che decideranno il sostituto di Angela Merkel, che dopo 15 anni in carica non si ricandiderà. Merkel è il personaggio politico più popolare e influente nella storia recente tedesca, oltre che la leader politica più rispettata in Europa. A prescindere dall’esito – piuttosto incerto – le elezioni di domenica resteranno nella storia della politica tedesca.
Si vota con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento: significa che la percentuale di parlamentari eletti per ogni partito coincide più o meno con quella dei voti ricevuti alle elezioni. Per ottenere dei seggi in parlamento, un partito deve ricevere almeno il 5 per cento dei voti.
Gli elettori ricevono due schede: nella prima indicano un candidato che si è presentato nella loro circoscrizione, nella seconda un partito tra quelli candidati. Entrambe servono ad eleggere i membri del Parlamento: metà è scelta direttamente, l’altra metà è invece scelta dai partiti che hanno ottenuto le maggiori percentuali con la seconda scheda. La quale fra l’altro determina anche il numero di seggi che ogni partito avrà in parlamento: se un partito prende il 30 per cento dei voti nella scheda, deve avere almeno il 30 per cento dei seggi in parlamento.
In Germania il cancelliere è il capo del governo, e ogni partito si presenta alle elezioni con un candidato o una candidata informale per questo ruolo. Il cancelliere viene eletto dal Parlamento una volta che è stata formata una coalizione di governo, il che solitamente richiede parecchio tempo. I partiti devono mettersi d’accordo, trovare un terreno comune per cominciare a governare e scegliere i ministri. Possono volerci mesi, e nel frattempo resta in carica il cancelliere o la cancelliera di prima, in questo caso Angela Merkel.
I tre partiti più popolari secondo i sondaggi sono la CDU (Unione Democratico-Cristiana), il partito di centrodestra di cui fa parte Angela Merkel (che in questi anni lo ha spostato su posizioni sempre più centriste), il partito Socialdemocratico (SPD) e quello dei Verdi, progressista e ambientalista. Altri partiti che potrebbero finire in una coalizione di maggioranza sono il Partito Liberale Democratico (FDP) e il partito di sinistra Die Linke (la Sinistra). Si presenta anche il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), che però a meno di sorprese non troverà altri partiti disponibili a includerlo in una maggioranza di governo, a causa delle sue posizioni radicali.

Le questioni più importanti


A livello interno, le questioni più urgenti sono il completamento della campagna vaccinale – a oggi il 63 per cento della popolazione tedesca è vaccinato, contro il 70 per cento in Italia – e la ripresa economica dopo la pandemia. Si ritiene che una priorità per il prossimo governo sia inoltre lo stanziamento di ingenti investimenti pubblici in diversi settori del paese, su tutte quello delle infrastrutture. Secondo analisi molto critiche rispetto all’operato di Merkel, poi, il settore pubblico tedesco ha in generale bisogno di essere potenziato e sostenuto economicamente con più risorse. Le intense alluvioni di quest’estate, poi, hanno reso ancora più urgente il tema della sostenibilità ambientale e quello della transizione ecologica, che si intreccerà con la gestione del mercato del lavoro. In Germania l’importante settore dell’industria automobilistica è tra quelli più a rischio di cadere in una grave crisi se la transizione non verrà pianificata in modo adeguato, con fondi reinvestiti nella creazione di nuovi posti di lavoro, come spiegato in un recente articolo dell’Economist.
Per quanto riguarda la politica estera, il nuovo governo tedesco dovrà soprattutto decidere come impostare le proprie relazioni diplomatiche ed economiche con le potenze estere. Merkel ha sempre mantenuto un atteggiamento di cooperazione con la Cina, per esempio, e il nuovo governo dovrà capire come conciliare un atteggiamento sempre più ostile degli Stati Uniti e dell’Unione Europea nei confronti della Cina con gli interessi economici che mantiene nel paese. Vale una cosa simile per i rapporti tra Germania e Russia: dopo la disputa con gli Stati Uniti dovuta alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2 – che collega direttamente la Russia alla Germania – poche settimane fa Merkel ha fatto un accordo con gli Stati Uniti impegnandosi a imporre sanzioni contro la Russia se questa minaccerà la sicurezza energetica dei paesi dell’est Europa: il nuovo governo dovrà riuscire a mantenere il proverbiale piede in due scarpe, bilanciando le alleanze diplomatiche con i propri interessi economici.

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