Melfi (PZ). Dall’azienda Stellantis richiesta di altre 6 settimane di cassa integrazione. «Garantire ai lavoratori adeguata rotazione, auspichiamo punti di svolta»

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Fiom-Cgil di Basilicata.

“Oggi si è tenuto l’esame congiunto tra la FCA, le organizzazioni sindacali e le RSA dello stabilimento di Melfi per l’ulteriore richiesta di 6 settimane di cassa integrazione “emergenza Covid” inoltrata dall’azienda. La cassa interesserà tutti i lavoratori dello stabilimento, ed è dovuta per quanto dichiara l’azienda dal perdurare di difficoltà di approvvigionamento di componenti indispensabili all’assemblaggio delle vetture a cui si aggiunge una flessione degli ordini. L’azienda afferma che non è possibile al momento prevedere con certezza come questi due fattori evolveranno nel breve periodo e di conseguenza non è al momento possibile calendarizzare l’avvio del terzo turno di produzione sulla linea Compass/Ibride. Nell’incontro la delegazione FIOM ha ribadito che, in questa fase che avrebbe dovuto già portare lo stabilimento al traguardo, tante volte rinviato, della piena occupazione con l’organizzazione a 15 turni, è necessario garantire ai lavoratori una adeguata rotazione che produca per tutti la maturazione dei ratei al fine di non continuare ad aggiungere perdite salariali aggiuntive a quelle già molto pesanti derivanti in modo diretto dalla CIGO sulle retribuzioni mensili. Utilizzando adeguatamente la rotazione e gli addestramenti dei lavoratori che dovranno essere trasferiti sulle nuove produzioni, a nostro avviso, è possibile garantire a tutti i la maturazione degli istituti contrattuali. A tal proposito abbiamo già richiesto che si tengano riunioni specifiche, unità per unità, al fine di intervenire per tempo nei casi di criticità che i Lavoratori rileveranno. Auspichiamo che in Stellantis si segni un punto di svolta e che si torni ad avere una maggiore attenzione ai lavoratori lucani che stanno accompagnando la trasformazione delle produzioni assicurando, come sempre, il loro apporto di professionalità e Lavoro subendo da troppo tempo gli ammortizzatori sociali”.

Torna su