Mega: «Con Acque del Sud va avanti il disegno di una Italia a 2 velocità a discapito del Mezzogiorno»

“Ciò che più preoccupa dell’istituzione di Acque del Sud è il depauperamento del potere delle Regioni, titolari della gestione della risorsa idrica. Un ulteriore passo in avanti verso quella divisione sempre più evidente tra due parti del Paese che viaggiano a due velocità diverse, il Nord e il Sud, tanto voluto da questo governo di destra che continua a perorare la causa dell’autonomia differenziata. I rischi, in un territorio quale quello del Mezzogiorno, dove si registra un 50% di perdita delle risorse idriche a causa dell’inadeguatezza degli impianti, è di trovarci privati di una delle risorse principali che rendono la nostra regione tanto ricca quanto appetibile. Il tutto nel silenzio assordante della Regione Basilicata e dei parlamentari di destra sulla modifica della norma nell’iter di approvazione”. Così il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, intervenendo nel dibattito sull’istituzione di Acque del Sud Spa.

“Come Cgil – aggiunge Mega – a lungo ci siamo occupati del problema della gestione della risorsa idrica in Basilicata, spingendo prima di tutto per la stabilizzazione dei 40 lavoratori Eipli, risultato ottenuto dopo diverse battaglie, e allo stesso tempo denunciando la condizione fatiscente delle sette importanti dighe lucane, che non consentono la piena portata dell’acqua. Neanche le risorse del Pnrr previste per le infrastrutture sono sufficienti a ridurre i tassi non più sopportabili di perdita di questo bene prezioso. Di fatto gli impianti, quando superano il limite fissato dagli addetti alle ispezioni dell’ufficio Dighe del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, vengono svuotati e l’acqua dispersa. Una situazione davvero pericolosa se si pensa anche agli eventi estremi provocati dai cambiamenti climatici che alternano lunghi periodi di siccità a periodi di precipitazioni violente e sopra la norma. Tutto ciò è stato più volte denunciato da questa organizzazione, che si è scontrata con il disinteresse di buona parte della politica lucana e dell’amministrazione regionale. Non vorremmo che anche per l’acqua tutto si riduca alla logica dei bonus che, così come per il gas, è oppio per rendere meno dolorose le condizioni di sopravvivenza in una regione sempre più povera, isolata e spopolata, senza alcuna ricaduta concreta sul territorio. La Regione Basilicata faccia sentire la propria voce e superi ogni logica populista ed elettorale, a tutela dei lavoratori e dei cittadini”.

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