Mega: «A 75 anni dalla nascita della nostra Costituzione, non possiamo lasciare spazio a revisionismi»

“L’assalto fascista alla sede della Cgil a Roma il 9 ottobre 2021, l’aggressione al liceo di Firenze con tutta la contestazione, anche da parte del ministro dell’Istruzione, alla lettera antifascista della preside della stessa scuola, fino ai tentativi di revisionismo storico del governo Meloni a partire dalla presidente del Consiglio, sono episodi gravissimi che ripropongono antichi timori”.  Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. “I tempi – prosegue – sono molto diversi e fortunatamente oggi il fascismo storico non è più all’ordine del giorno, ma questo non significa non riconoscere una rinnovata violenza e diffusione del discorso neofascista che purtroppo continua a esistere nel nostro Paese e che va combattuto. In un tale contesto il paradigma antifascista deve continuare a essere declinato dal movimento sindacale sia valorizzando le tutele e le garanzie democratiche, sia operando nel senso di una riforma democratica del modello sociale ed economico. Fascismo e antifascismo – sottolinea il segretario generale della Cgil lucana – non sono per la Cgil e il movimento sindacale una mera espressione formale e di circostanza, relegata esclusivamente alla memorialistica e alla convegnistica. Ne è dimostrazione anche l’adesione della Cgil al Manifesto della Rete internazionale dei sindacati antifascisti, presentato in occasione del Congresso nazionale a Rimini al quale hanno aderito finora oltre 50 sigle sindacali di 42 Paesi e che sintetizza l’impegno della Rete che si è venuta a costituire all’indomani dell’attacco squadrista contro la sede nazionale della Cgil a Roma. In virtù della consapevolezza della natura sempre reversibile della democrazia, frutto ed espressione sia di una comune condivisione di valori e di regole, ma soprattutto di un equilibrio dinamico e progressivo tra gruppi e aggregazioni sociali, l’antifascismo assume la valenza di vero e proprio punto di riferimento, in positivo, dell’azione sindacale quotidiana che si declina nella difesa del pluralismo, dei diritti, della cittadinanza sociale: in una sola parola, della nostra Costituzione, che va difesa e valorizzata. Ecco qui spiegata la presa di posizione forte e chiara fin da subito della Cgil contro il disegno di autonomia differenziata, che lede la Costituzione e il diritto di cittadinanza, dividendo il Paese in cittadini di serie A e cittadini di serie B con questi ultimi che si trovano al Mezzogiorno, già carente di servizi e infrastrutture. Concetti che andranno ribaditi in occasione del 1 Maggio, che per la prima volta nella storia del sindacato in Basilicata, a livello nazionale si svolgeranno qui, nella nostra terra, a Potenza. Il contributo fondamentale dato dai lavoratori alla Resistenza ha impresso un segno indelebile al rapporto tra democrazia, Costituzione e lavoro, permettendo la nascita della Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Costituzione da un lato eleva il lavoro a valore di riferimento della nuova società democratica, dall’altro è sentita come il frutto più maturo della lotta di emancipazione. Il mondo del lavoro emerge come soggetto contraente del patto costituzionale, e lo Stato unitario, per la prima volta, diventa anche lo Stato dei lavoratori. Il lavoro, allora come oggi – conclude Mega – è elemento fondamentale della libertà della persona, avversando guerre e totalitarismi, sulla base del suo valore sociale e del sentire collettivo che lo connota. La pace e la democrazia si legano in modo indissolubile al concreto concetto di progresso sociale, politico e umano di cui il lavoro è elemento essenziale. Per questo, a 75 anni dalla nascita della nostra Costituzione, non possiamo lasciare spazio a revisionismi, rivendicando una rilettura e una indicazione della nostra storia sindacale e antifascista”.

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