Medico spagnolo: vi svelo come si contano i morti per Covid

di Dottoressa Nadiya Popiel, medico al Pronto Soccorso dell’ospedale Mateu Orfila di Menorca (Isole Baleari)

“Vi svelerò alcuni segreti, e ve li dirò ad alta voce. Per esempio, come sono stati contati i decessi in questo ospedale. Ci sono stati 30 morti, morti famose, per COVID, in un anno. Li contavano a spizzichi e bocconi, tutti, ogni giorno. Sta peggio, sta peggio, un giorno sta peggio, un altro giorno sta ancora peggio, sta peggio, sta peggio, sta peggio, sta sempre peggio… E in 30 giorni è morto, ma cosa succedeva in quei 30 giorni o 20 giorni che era in ospedale? In terapia intensiva, in medicina interna, in chirurgia… Beh, prima di questo famoso virus, quando qualcuno aveva mal di pancia veniva al Pronto Soccorso; aveva i calcoli, aveva la colecistite, veniva ricoverato in chirurgia, veniva messo sotto antibiotici, e usciva con una diagnosi di colecistite. Quando è iniziato il famoso virus, la persona che aveva mal di pancia e veniva ricoverata in chirurgia, prima di essere ricoverata veniva sottoposta al test PCR, e sapete che il test PCR ha una sensibilità ed una specificità molto basse, cioè, non è progettato per diagnosticare qualsiasi virus, solo per vedere che c’è un processo infiammatorio in atto. Quindi, questa persona, con dolore allo stomaco, è stata ricoverata nel reparto di chirurgia per una colecistite, ma con test PCR positivo [al coronavirus] e quindi la diagnosi di ammissione è stata coronavirus. Così stava lì sotto antibiotici, per la cistifellea infiammata, e dopo 7 giorni è stato dimesso, e la diagnosi di dimissione era coronavirus. E, essendo positivo al coronavirus, tutta la famiglia è stata isolata: la moglie non poteva dormire con lui (così si dice), i figli non potevano baciarlo, i genitori non potevano fargli visita. Quindi, non mi è chiaro, aveva la colecistite o aveva il coronavirus? Un altro caso, una donna che era in cura per il cancro al seno da 10 anni, sottoposta a chemioterapia, radioterapia, chirurgia, ricaduta, chemioterapia, radioterapia, chirurgia… È stata ricoverata in pessime condizioni generali, perché il tumore era in tutto il corpo: nelle ossa, nel fegato, nei polmoni, ovunque. Carcinoma mammario disseminato, IV stadio. All’atto dell’ammissione è stata sottoposta a un test PCR ed è risultata positiva. Motivo del ricovero nel reparto di medicina interna: coronavirus. Il giorno dopo è morta di ipercalcemia (calcio alto nel sangue), perché il cancro dissolve le ossa e il calcio si disperde nel sangue e questo non può essere trattato perché i livelli di calcio sono molto alti. La donna muore e la diagnosi di morte è il coronavirus. Si tratta di 30 morti in questo ospedale: cancro al seno, perforazione intestinale. Bene, vi rivelerò un altro segreto: Arriva un uomo che ha mal di pancia, con dolori e febbre. Siccome ha la febbre, nessuno si avvicina troppo nel caso in cui abbia il coronavirus. Sta lì per ore, al pronto soccorso perché, come può fare una TAC? (e se lo diffondesse a tutti e morissimo tutti di coronavirus? finché non lo isolano, lo portano alla TAC, e trovano una perforazione intestinale: rottura dell’intestino. Gli fanno una PCR e il risultato è positivo; quindi, come faremo ad operare? Come proteggeremo la sala operatoria in modo che tutti i chirurghi non muoiano? Quando opereremo? Inoltre, il test è stato ritardato di 3 ore, vedremo se si tratta di peritonite, l’uomo sta peggiorando, sempre peggio, sui giornali si legge già: è gravemente malato di coronavirus, ma l’intestino è perforato e deve essere operato! È stato ricoverato in terapia intensiva. Viene operato, la cosa si complica, perché hanno aspettato a lungo, molte ore di attesa. C’è già del pus, c’è tutto in quella pancia. È intubato, in terapia intensiva non ci sono solo coronavirus, ci sono pseudomonas, stafilococco, streptococco, ci sono molti altri batteri, anche se in televisione ci vendono solo coronavirus. La gente si infetta con tutto, e ogni giorno [sui giornali] c’è un paziente grave con il coronavirus. E l’uomo è stato recentemente operato per una perforazione intestinale, ed è lì da 10 giorni in terapia intensiva, e ogni giorno [sui giornali] c’è uno grave per coronavirus, è intubato, sta già morendo. L’uomo muore, a causa di molteplici complicazioni, e una di queste, un’intubazione iatrogena. Perché quando intubi una persona e hai due maschere, degli occhiali, uno schermo, tre camici, degli zoccoli e delle infermiere che ti controllano perché la mascherina non ti cada, perché altrimenti ti denunciano… il tubo va a finire da qualche altra parte. L’uomo muore, e vediamo se riescono a scoprire che diagnosi ha l’uomo? Coronavirus. Guarda, qui, in questo ospedale, per un anno, c’è stato solo il coronavirus. Non ci sono stati tumori, che a volte hanno una mortalità del 40% e 50%. Non ci sono stati attacchi di cuore, che hanno un tasso di mortalità molto alto; se non li tratti immediatamente, la persona muore. Ma anche così, cosa hanno fatto alla gente che moriva? Test PCR. E se risultavano positivi, perché [di fatto] risultavano positivi (ora vi dirò un altro segreto) queste persona erano morte di coronavirus, e così, su 30 persone che sono morte, 25 erano questi positivi.

Quindi cosa erano gli altri 5?

Beh, ci sono molti segreti da raccontare qui. Quest’anno di coronavirus, in questo ospedale, il test dell’influenza non è arrivato. Il test dell’influenza veniva fatto ogni anno per tutti coloro che avevano sintomi respiratori, per l’influenza e l’Haemophilus, che sono virus molto frequenti nei bambini e negli adulti. Quest’anno non sono stati fatti test, perché non sono stati consegnati. Quindi, non è stato fatto nessun test per l’influenza. Quando una persona è arrivata con la polmonite, non sono stati fatti altri test, solo il test del coronavirus. Quindi, queste 5 persone sono morte di polmonite, sì, ma erano persone con BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva), cioè, i loro polmoni erano molto danneggiati; persone con insufficienza cardiaca, quando i polmoni si riempiono d’acqua, e il cuore non può pompare, quindi i polmoni si riempiono d’acqua e la radiografia mostra tutto bianco. Questi 5 presentavano, quindi, un’immagine diffusa bilaterale (in entrambi i polmoni) di infiammazione, ma siccome l’unico test che è stato fatto era per coronavirus, naturalmente la diagnosi era questa. Non è stata eseguita alcuna autopsia su nessuno, quindi i tessuti non sono stati esattamente analizzati. Un altro segreto del test PCR: quando in TV hanno detto, stavamo entrando nella prima ondata, abbiamo ricevuto un avviso per posta: faremo la PCR con 35 cicli. Ciò significa che la lente d’ingrandimento (lo specchietto) sul campione aumenta la visione nel microscopio di 35 volte. Quando hanno detto che eravamo fuori dalla prima ondata, è arrivato un messaggio: stiamo facendo la PCR a 20 cicli. Quando il signor Sánchez ha detto che stavamo entrando nella seconda ondata, hanno aumentato i cicli a 35, e così abbiamo continuato con le ondate e le discese delle ondate. Ora si fa a 20 replicazioni perché la gente è già vaccinata, e (ironia della sorte) cura tutto. Ma se dici che ci sono persone ogni giorno con gravi effetti collaterali neurologici, cosa ti fanno? Ti sospendono, perché la popolazione non può sapere la verità. Questo è quello che mi è stato detto: si tace, si protegge il proprio lavoro, il proprio stipendio, e si dice alla popolazione quello che si deve dire. Quello che dice Sánchez. E molti di quelli che lavorano qui (Mateu Orfila General Hospital – Menorca), questo è quello che fanno, una vita dentro l’ospedale e una vita diversa fuori dall’ospedale. Perché dentro l’ospedale, vendono politica e a casa fanno la vita normale: si occupano degli animali, vanno senza mascherina e se ne vanno a fare il “Camì de cavalls“.

Perché c’è una doppia vita in molte persone. Quelli che vanno in TV e fanno propaganda e dicono di vaccinarsi, non sono vaccinati e nemmeno le loro mogli. Vediamo se potrò rivelarvi altri segreti…”. https://www.alertadigital.com/2021/07/31/la-doctora-nadiya-popel-voy-a-contarles-un-secreto-como-se-cuentan-las-muertes-por-covid/

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