di asterisco
La conclamata difesa dei confini da parte di uno che voleva erigere un muro al di qua della sponda del Po è a dir poco ridicola, da far scompisciare dalle risate una persona di buon senso. Se per l’antica Roma, oltrepassare il Rubicone con delle schiere in armi era ritenuto un grave pericolo per l’Impero Romano, il nostro padano, da baldanzoso Brancaleone, s’era fatto strenuo difensore del “nero periglio che vien da lo mare” e ora di fronte alla richiesta, nel processo a suo carico del Pubblico Ministero di una condanna a sei anni per sequestro di persona (nota vicenda di Open Arms) si auto esalta nel suo ruolo di custode della sicurezza di una nazione in barba a qualunque senso di umana solidarietà, e oggi, cosa ancor più grave, ne riceve quella tutta politica di chi addirittura proponeva come rimedio un blocco navale, e adesso occupa un posto apicale di responsabilità politica.
Nel nostro paese, lungo le sue frastagliate coste si vedono le testimonianze delle numerose torri d’avvistamento del noto”periglio” che si potrebbero oggi riutilizzare dandole in concessione ai numerosi patrioti, cispadani e transpadani, in abbondanza lungo tutto lo stivale, un posto di lavoro come vedette cui potrebbero aspirare, niente male. Quasi un esercito il cui comando verrebbe affidato a un quiescente generale, novello Ettore Fieramosca, per le sue capacità strategiche e da incursore!
La realtà purtroppo continua nella sua estrema tragicità, e il Mediterraneo è diventato un esteso cimitero per tanti poveri disperati in cerca di un mondo in cui poter vivere in pace. L’ottusità mentale di chi ha governato o a tutt’oggi governa sa parlare solo di confini da difendere, profitti e interessi di qualunque sorta, quasi una cieca ragion di stato che non porta da nessuna parte. La convivenza civile è l’unico fattore di crescita, le stesse diversità nel rispetto reciproco non sono da meno.
L’ottica di un orizzonte limitato è nella sua staticità destinata prima o poi a sparire di fronte al divenire della Natura, che non fa distinzioni di sorta tra gli esseri che la popolano, ha le sue leggi inderogabili, nel mondo vegetale come in quello animale. La capacità raziocinante che distingue l’individuo uomo è solo una possibilità di scelta, e visti i tempi attuali tra assurde pretese di frontiere e confini da salvaguardare non c’è da rallegrarsene. Trionfa l’egoismo nella sua piena tragicità e purtroppo “ogni uomo è un lupo per un altro uomo”!


