A Potenza i fedeli della parrocchia di Sant’Anna e San Gioacchino hanno deciso di passare dalle firme alle email. Dopo una petizione che, spiegano, ha raccolto “più di 1300 sottoscrizioni”, stanno diffondendo sui social un appello a scrivere in massa al Vaticano per chiedere che don Franco Corbo, 85 anni, “60 di servizio, 32 da parroco”, non venga trasferito ad Avigliano come disposto dal vescovo diocesano. È una mobilitazione dal tono dichiaratamente “pacifico e rispettoso”, ma determinata: l’obiettivo dichiarato è far arrivare almeno mille email in una settimana.
Secondo quanto si legge nel messaggio che gira in chat e nei gruppi WhatsApp parrocchiali i parrocchiani contestano il trasferimento perché ritengono che l’età avanzata del sacerdote e “la sua fragilità” non rendano opportuno lo spostamento e soprattutto perché la comunità si sente legata a lui “come a una guida paterna”. Nel testo si ricorda l’impegno sociale di don Franco “verso gli emarginati e i più vulnerabili”, l’accoglienza in casa di persone senza dimora e le iniziative di solidarietà, comprese quelle di adozione a distanza.
Per questo i promotori propongono un’azione molto concreta: spedire tutti la stessa email (con eventuali piccole varianti personali) e inviarla a tre indirizzi precisi:
- info@salastampa.va
- nunzio@nunziatura.it
- segreteriadiocesana@gmail.com
Nel testo originale compare anche un quarto indirizzo, quello di un quotidiano cattolico, come copia facoltativa, ma la priorità indicata ai fedeli sono i primi tre, cioè Vaticano – tramite Sala stampa – Nunziatura apostolica in Italia e Vescovado di Potenza.
Il cuore dell’iniziativa è proprio la mail-tipo, che i promotori invitano a copiare e incollare con oggetto identico: “Richiesta intervento per Don Franco Corbo – Parrocchia Sant’Anna e San Gioacchino, Potenza”. Colpisce che l’intestazione sia rivolta “A Sua Santità, Papa Leone XIV” – una svista che viene ripetuta nelle versioni che stanno circolando – ma il senso è chiaro: chiedere l’intervento diretto del Papa per fermare o riconsiderare la decisione del vescovo.
Ecco il testo dell’email così come viene diffuso ai parrocchiani:
“A Sua Santità, Papa Leone XIV,
Mi rivolgo a Lei con grande rispetto e umiltà per esprimere la mia profonda preoccupazione riguardo alla recente decisione del Vescovo di Potenza di allontanare il nostro amato parroco, Don Franco Corbo, della comunità di Sant’Anna e San Gioacchino di Potenza. Dopo 60 anni di dedizione e servizio incondizionato alla nostra comunità, di cui 32 come parroco, il nostro sacerdote sta per essere inviato, contro la sua volontà, al suo paese natio, Avigliano, all’età di 85 anni.
Questo sacerdote è stato per noi una figura paterna, una guida spirituale e un amico. Ha condiviso con noi gioie e dolori, nascite e morti, e ha sempre dimostrato un impegno straordinario nel sociale, soprattutto verso gli emarginati e i più vulnerabili. Ha fondato comunità di adozioni a distanza e ha accolto nella sua casa persone senza dimora, aiutandole a trovare un alloggio e a ricostruire la loro vita.
La sua partenza lascerà un vuoto incolmabile nella nostra comunità.
Sebbene io comprenda che il Vescovo possa avere le sue ragioni per questa decisione, mi permetto di chiedere il Suo intervento per considerare l’impatto che questo allontanamento avrà sulla nostra comunità e sul nostro parroco. La sua età avanzata (85 anni) e la sua fragilità potrebbero essere aggravate da questo cambiamento, e temiamo che possa essere messo in una situazione di vulnerabilità.
Mi rendo conto che potrebbe sembrare un gesto audace chiedere il Suo aiuto, ma sono spinto dalla convinzione che la Sua guida e la Sua compassione possano fare una grande differenza. Spero che possa considerare la nostra richiesta e trovare un modo per aiutare il nostro parroco e la nostra comunità in questo momento difficile.
Grazie per avermi ascoltato, Santità. Spero nella Sua benedizione per il nostro parroco e per la nostra comunità.
Con rispetto e devozione,
[Tuo Nome e Cognome]
[Città / Parrocchia]”
Nel messaggio che circola vengono fissate anche le “regole d’oro”: niente insulti, una mail a testa, condivisione rapida con amici e parenti. Il tono è quello di una comunità che non vuole lo scontro, ma che non intende rassegnarsi alla partenza del proprio parroco. E che ora affida la sua protesta… alla posta elettronica.


