Ma quanti padri dell’energia atomica…nei film e nella storia!

di asterisco

Ennesima prova dell’inscindibile rapporto fra potere e informazione. La megalattica industria hollywoodiana da sempre ancella fedele di quella delle armi non poteva non esimersi nella notte degli Oscar dal mostrare le sue nudità, oltre che michelangiolesche dell’istrione di turno, con le numerose nomination al film Oppenheimer e le camaleontiche interpretazioni che la sceneggiatura basata sulla mastodontica biografia del fisico curata da Kane Bird e Martin J. Sherwin ci offre.  

Secondo un acclarato copione che si ripete da sempre e in linea con quanto succede nella società contemporanea, trascinata in maniera subdola ad assuefarsi alla malsana idea dell’inevitabilità della guerra, il passato ritorna. Eterna lotta per la sopravvivenza non tra popoli ma tra potenti e innominabili lobby finanziarie sparse nel pianeta terra ad angolo giro, per le quali le coordinate geografiche non esistono se non per necessità militari.

Il problema fondamentale del ruolo sociale della scienza è saltato a piè pari, spostandolo per ipocrita convenienza nella ricerca della paternità della scoperta da assegnare a questo o quel personaggio, quasi alla stregua del celebre Gyro Gearloose divenuto poi Archimede Pitagorico nel famoso fumetto disneyano.

Se poi valga ancora la teoria vichiana dei corsi e ricorsi storici non può non venirci in mente l’immagine della copertina del Time (1° luglio del 1946) con la solita e insulsa associazione di paternità!

radionoff
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