L’Inter è campione d’Italia! Scudetto numero 19 per i neroazzurri

Domenica 2 maggio 2021, ore 16:52: Milano è neroazzurra. L’Inter conquista il diciannovesimo scudetto della sua storia con quattro giornate di anticipo dalla fine del campionato. Una festa attesa da undici anni: l’ultimo tricolore interista, quello del “Triplete”, risale alla stagione 2009/2010, ceduto successivamente ai cugini milanisti (2010/2011), prima della lunga egemonia juventina durata nove anni (dal 2011/2012 al 2019/2020). La festa è scattata subito dopo il triplice fischio dell’arbitro Pairetto che sanciva la fine della partita Sassuolo-Atalanta 1-1; la “Dea”, seconda in classifica, era l’unica squadra che dopo la vittoria interista di sabato a Crotone per 2-0, poteva insidiare il primo posto ai neroazzurri. A quattro giornate dal termine, l’Inter è aritmeticamente irraggiungibile, ad 82 punti, +13 sui bergamaschi a 69, è ufficialmente campione d’Italia! Nel 2010/2011, l’anno dell’ultimo scudetto del Milan, l’Inter aveva alzato al cielo la Supercoppa Italiana, il Mondiale per club e la Coppa Italia, ma la vittoria di questo scudetto ha un sapore speciale: di rinascita. Un decennio di sofferenze dovute ai vari cambiamenti societari e alle vittorie juventine; le gioie del “Triplete”, per il popolo neroazzurro, avevano un ricordo lontano. Ecco perché in una domenica primaverile, in una Milano piena di gente per le vie del centro, le vie dello shopping e nei parchi, si è scatenato un “caos interista”. La voglia di rivalsa di una tifoseria che per un decennio è stata in “letargo”, a causa delle numerose delusioni e dei distacchi abissali dalla rivale “Signora” bianconera. La città si colora di neroazzurro: traffico in tilt, caroselli, bandiere, fumogeni, striscioni, trombette, sciarpe; circa trentamila persone in giro per Milano e piazza Duomo che diventa il punto di ritrovo per i festeggiamenti. La gente, dopo mesi e mesi di paura a causa del Covid, ritrova per alcune ore uno sprazzo di “normalità” e serenità; eloquente uno striscione comparso in città: “In questa pandemia sei l’unica gioia mia!”. I giocatori interisti si riversano in strada a festeggiare con i tifosi, i dirigenti in sede possono finalmente brindare; è la prima volta che il campionato italiano viene vinto da una proprietà straniera (cinese in questo caso). Una vittoria basata su programmazione ed organizzazione; il giovane presidente  Zhang, grazie ai suoi dirigenti, su tutti Beppe Marotta, ha costruito una squadra solida ed “affamata” di vittorie, il giusto mix tra giocatori esperti e giovani promettenti. L’allenatore, Antonio Conte, è riuscito a trasmettere ai calciatori la sua “mentalità vincente” e le sue idee di gioco che, nel corso della sua carriera, gli hanno permesso di conquistare numerosi trofei. Il trainer salentino è stato bravo ad “ovattare” la squadra nei momenti complicati della stagione ed a  non farle perdere di vista l’obiettivo: la vittoria del campionato. Missione compiuta. Ora è il tempo dei festeggiamenti per tutti: giocatori, allenatore, dirigenti e tifosi; l’egemonia juventina è “caduta”, l’Inter è tornata sul “tetto d’Italia”.

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