«Le criticità della sanità lucana stanno esplodendo»

di Giuliana Pia Scarano, Segretaria generale Fp Cgil Potenza

L’analisi condotta da Agenas sui dati della mobilità sanitaria conferma lo spaccato più volte denunciato sullo stato della sanità nella nostra regione, e messo al centro della nostra lunga mobilitazione. Si conferma un saldo di mobilità passiva per il 2022 di 63.345 milioni di euro ed un indice di fuga della popolazione, in special modo verso il privato accreditato di altre regioni, del 34%, secondo solo al Molise.

Un trend raddoppiato per i ricoveri dal 2017: si passa da un saldo di -21.841.477 ai -41.765.703 del 2022, dato accompagnato da un indice di soddisfazione della domanda interna pari allo 0,87, dopo di noi solo la Calabria.

In particolare nell’area muscolo scheletrico ed oncologica l’Agenas segnala per la Basilicata un indice di fuga pari al 90,91%. D’altronde l’indagine pubblicata oggi da Agenas  sullo stato di attuazione delle Reti oncologiche Regionali conferma  che l’Indice di soddisfazione della domanda interna (ISDI), che indica la capacità delle strutture della Rete di soddisfare il bisogno di salute dei propri residenti, si attesta allo 0,75%.  La rete oncologica regionale resta dunque una chimera, come lo è stato sino ad oggi un ventilato potenziamento dell’IRCCS CROB, la cui Direzione strategica, come è noto, è stata solo di recente completata e alla quale è affidato un arduo compito per il futuro.

L’Agenas sottolinea infatti come la Regione soddisfi parzialmente la domanda di assistenza e mostri un alto tasso di fuga per tutte le patologie e in particolare per polmone, mostrando una percentuale elevata dei tempi di attesa oltre i 30 giorni previsti in classe A rispetto a tutte le patologie, in particolare per prostata e retto evidenziando per le prestazioni ambulatoriali per chemioterapia e radioterapia una mancata copertura delle stesse rispetto al comune di residenza. Dati allarmanti, perché a questi dati corrisponde una mancata presa in carico della domanda di assistenza di persone alle quali viene di fatto negato il diritto costituzionale alla salute.

Nel mare magnum delle criticità, ci auguriamo che la sanità sia al centro della prossima campagna elettorale e che la futura classe dirigente dia finalmente risposte adeguate ai cittadini a tutela del diritto alla salute e della dignità del personale sanitario tutto, che costituisce la principale e indispensabile risorsa delle aziende sanitarie.

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